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MACROscatti per una Roma da collezione

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OLIVO_BARBIERI-site_specific_ROMARoma, 14 mag 2012 - Fino al 10 giugno 2012 sarà visibile negli spazi del MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma la mostra Fotografia in collezione. L’esposizione, a cura di Marco Delogu, presenta circa 35 opere che costituiscono il primo nucleo della nuova selezione di fotografia del MACRO concentrata su la Rome Commission -sezione di Fotografia Festival Internazionale di Roma- che, da ormai 9 anni, si rivolge a grandi fotografi internazionali con l’intento di ritrarre la Capitale con totale libertà interpretativa. Quest’anno la mostra raccoglie gli scatti di Olivo Barbieri, Gregory Crewdson, Tim Davis, Rodolfo Fiorenza, Matthew Monteith, Tod Papageorge, Anders Petersen, David Spero, Alec Soth, Guy Tillim, Paolo Ventura e Jeff Wall.

L’occhio di questi dodici fotografi si muove alla scoperta della città e racconta di una Roma collezionista di tendenze spesso antitetiche. Singole e fulminanti visioni per un ritratto della città dato da prospettive contrastanti; come se ogni singolo scatto fosse una piazza diversa, un vicolo o una terrazza dalla quale osservare, come pellegrini medievali, l’Urbe per la prima volta. 

Ad introdurre quasi topograficamente l’immagine della capitale sono le due fotografie di Olivo Barbieri  della serie Site Specific Roma (2004). Vista dall’alto la città appare come un grande plastico in scala, dominato da un tempo immobile coincidente con il nostro presente. Tim Davis e Matthew Monteith indagano la città a partire dall’archivio di fotografie storiche ma con un occhio paradossalmente poco tradizionale. Vivono in continuo confronto con la storia anche le le fotografie di Jeff Wall, parte di una serie di piccole opere realizzate a Roma nel 2003 in occasione della sua personale alla Galleria Lorcan O’Neill. 

Un elegante e discreto tocco di pittura nelle tre polaroid di Paolo Ventura che immortalano una città ferma in un tempo immaginario e in bilico tra realtà e finzione. Il bianco e nero di una Roma cristallizzata ed eterna, invece, quello che ci regala Gregory Crewdson con il suo lavoro fotografico che sembra essere nato dall’ultimo scatto di un set cinematografico dall’atmosfera onirica e surreale. 

Alcuni dei luoghi più classici e rappresentativi della città di Roma sono proposti da Guy Tillim (Tempio di saturno) e David Spero (Pincio, Piazzale Marconi e Via del Porto Fluviale) attraverso uno sguardo familiare e quotidiano. Non una città “da cartolina” quindi ma gli spazi e i luoghi che abitano quotidianamente i nostri sguardi. Anche Tod Papageorge interpreta l’Urbe come in una lunga passeggiata. Pochi particolari, molta gestualità anche se mai spettacolare in una città che spesso non si riconosce immediatamente.

Il femminile è al centro delle visioni di Anders Petersen e Alec Soth. Lo svedese ci porta tra le percezioni stravolte di una coppia; tra letti disfatti, avanzi di cene mangiate frettolosamente e piatti sporchi abbandonati in camera. Un diario che ruota attorno a una nuova trinità: il corpo della donna, gli animali e i rifiuti. Petersen, professore di fotografia all'Università di Goeteborg, procede per accumulo, convinto che un insieme di particolari possa descrivere in modo efficace ed evocativo il paesaggio mentale di una metropoli come Roma. Alec Soth ci mostra, invece, come arte classica ed eros femminile si rincorrano e si mescolino nella capitale. Egli coglie nei piccoli gesti di una donna la perfezione delle forme classiche rappresentando l'enorme abisso tra le due; lo stesso che separa la Roma Imperiale da quella dei nostri anni.

RODOLFO-FIORENZA-a-OMBRE.-Di-segni-altrove.-Mura-Aureliane-via-di-Porta-Labicana-Roma-2010La mostra rende infine un omaggio particolare a Rodolfo Fiorenza, fotografo romano, scomparso quest'anno, proprio nel momento in cui si sta costituendo l'archivio dei suoi scatti e suoi scritti. Vero e proprio dono alla sua città, il polittico di Fiorenza - Ombre. Di segni altrove – accarezza le Mura Aureliane vestite di contrasti di luce e ombra. Una geometria naturale proiettata sui secoli di storia.

Un viaggio diverso per  luoghi che credevamo di conoscere, quello che ci propone il MACRO. Cambia così il nostro modo di vedere la città attraverso un sacco di Roma dove al posto delle picche e le spade vengono usate lenti e pellicola.

Renata Bellanova

Fotografia in collezione
a cura di Marco Delogu
MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma
Project Room 2 – via Nizza, 138
Fino al 10 giugno 2012
Tel 06 67 10 70 400      
www.macro.roma.museum

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