Saturday, May 18th

Last update02:02:40 PM GMT

You are here: arte mostre Calcioscommesse, l'ungherese fa tremare la Lazio: forse sapevano anche i dirigenti?

Calcioscommesse, l'ungherese fa tremare la Lazio: forse sapevano anche i dirigenti?

E-mail Stampa PDF

Roma, 30 mag 2012 - E' fitto il lavoro della Procura di Cremona che sta conducendo l'inchiesta sul Calscioscommesse che ha visto l'arresto ex calciatori, personaggi legati al mondo del calcio, esponenti della criminalità organizzata e giocatori ancora in attività come Stefano Mauri, centrocampista della Lazio.
Qualora i reati contestati al numero 6 venissero confermati per il club capitolino sarebbe certa la rinuncia all'Europa ed in virtù della responsabilità oggettiva, la società sarebbe sottoposta ad una dura penalizzazione.
Ma c'è di più: da una dichiarazione, tutta da verificare, di uno degli ungheresi arrestati nel corso dell'indagine in quanto membro della cellula criminale che avrebbe manipolato le gare di serie A, emerge l'ipotesi che anche i dirigenti delle squadre sapessero.

"Dal racconto di Zoltan Kenesei e Matyas Lazar- racconta il magiaro Gabor Horvat - so che i giocatori di entrambe le squadre sapevano della manipolazione. Anzi, Lazar ha nominato anche capi di club ma purtroppo non mi ricordo di più. Vorrei raccontare di una partita di serie A - comincia così l'interrogatorio ora trasmesso alla Procura di Cremona - In un giorno intorno a maggio 2011, io Lazar e altri eravamo da Kenesei nella sua casa di Urom. In quell'occasione - dice l'ungherese - 'Keno' (Kenesei, ndr) ha detto che eravamo arrivati sulla cima. Gli ho chiesto cosa intendesse e lui ha detto che l'organizzazione di cui anche lui faceva parte, sotto la guida del boss (il singaporiano Eng Tan Seet, ndr), aveva manipolato una partita italiana di serie A".

La partita in questione sarebbe la gara disputata fra Lecce e Lazio, terminata 2-3 in favore dei biancocelesti.

"Borguilya e Schultz (due degli ungheresi arrestati dalla procura di Cremona, ndr) si trovavano in Italia e il loro compito era far arrivare i soldi per corrompere i giocatori del Lecce, 600mila euro. La scommessa - spiega l'ungherese - era che durante la partita avrebbero fatto più di quattro gol".

Quella scommessa, secondo il racconto di Horvath, fruttò 2 milioni all'organizzazione.
Dopo che la partita prese il verso giusto, secondo il racconto dell'interrogato, Kenesei e Tan Seet si parlrono su Skype in merito ai compensi "il Boss - riporta Horvart - ha detto che Kenesei avrebbe preso 140mila euro. Kenesei ha concordato con il boss che ai giocatori del Lecce avrebbe dovuto portare ancora 100mila euro".

Ma un'ultima affermazione è quella che potrebbe gettare nel buio più totale la Lazio: alla domanda dei magistrati che gli chiedono, chi 'esattamente' avessero corrotto in relazione alla partita, Horvath ha risposto: "so che i giocatori di entrambe le squadre sapevano della manipolazione. Anzi, Lazar ha nominato anche capi dei club".
Capi dei club "che - scrive il gip Guido Salvini nell'ordinanza - altri non possono essere che i dirigenti delle squadre coinvolte".