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Via Della Conciliazione, La Via Crucis più grande del mondo

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Roma, 17 apr 2011 - Via della Conciliazione nasce nel ‘36 nell'ambito del piano di ristrutturazione dei centri storici Italiani del regime fascista. La demolizione della cosiddetta "Spina di Borgo" distrugge l'effetto "sorpresa", quel camminare nelle anguste stradine per ritrovarsi poi, inaspettatamente, nella grande piazza atterriti dalla maestosa basilica di San Pietro; la sconvolgente sensazione di meraviglia e stupore di scoprire Dio all'improvviso, in un sussulto dell'animo.

Ma il progetto dagli architetti Piacentini e Spaccarelli è alto: conciliazione. Da poco siglati i Patti lateranensi, la nuova via segna il riconquistato legame tra Stato e Chiesa accompagnando i romani verso la riconciliazione in Cristo. Via della Conciliazione è un percorso fuori e dentro. Un mistico avvicinarsi al cuore della fede. L'immagine è ancora magnifica, come quando lo spettatore si ritrovava all'improvviso nell'enorme piazzale, ma il viaggio è più chiaro, facile, buono. Ti richiama mentre cammini distratto per Lungotevere. Volgi lo sguardo alla tua destra alla vista impressionante del braccio immenso verso la Basilica. Chè abbiamo bisogno di essere cercati, chiamati, accompagnati.

Oggi il cammino di salvezza è più forte, ancora più efficace e sconvolgente; la conciliazione più vicina. Il percorso dal sacro al profano, dal cittadino al cristiano, si arricchisce di immagini vive. Un teatro: in scena le ultime ore del Cristo. Via della Conciliazione diventa una Via Crucis da vivere incamminandosi fino al grande abbraccio della piazza di San Pietro. Oggi, avanzando verso la Basilica, s'incontra il Cristo sofferente che porta la croce, che cade, che si rialza, che muore. Le figure, 49 statue di oltre 2 metri di altezza realizzate in bronzo con la tecnica a cera persa di Brunelleschi e Donatello, sono disposte in quattordici gruppi. Le scene sono tanto dettagliate da sembrare reali. Un viaggio nel tempo, a 2000 anni fa. La Via Crucis più grande del mondo fa di via della Conciliazione un simbolo più chiaro di indicibile effetto. Ti accompagna per mano verso la riconciliazione in Cristo: un incredibile viaggio verso il centro che muove un forte senso di partecipazione emotiva e comunione fraterna.

Il Salvatore cammina ricurvo sotto il peso del grande legno, i soldati gli girano intorno per colpirlo, le donne vestite a lutto gli asciugano il volto. Le croci immense si stagliano violentemente contro il cielo. Turbano, scuotono. Chi passa, oggi, per via della Conciliazione, è obbligato alla riflessione, inchiodato dal Cristo che muore. Il Popolo di Dio, di ogni razza, colore e religione, si avvicina al Salvatore. Una donna nera sussurra: "Tu ci conosci, sei sempre stato con noi". I figli chiedono ai padri. I religiosi formano gruppi di preghiera. I giovani si fermano silenziosi. Gli innamorati si stringono. Via della Conciliazione.

Purtroppo questi gioielli di incredibile fascino, che sembrano nati per essere lì dove sono, non sono di Roma e non rimarranno a Roma. Saranno in via della Conciliazione solo fino al 29 aprile. Il progetto è nato nel 2002. Gli scultori Pasquale Nava e Giuseppe Allamprese hanno concepito e modellato le sculture nel grande laboratorio della Domus Dei, proprietà della Congregazione delle Pie Discepole del Divin Maestro. La Via Dolorosa è stata commissionata per la città di Coquimbo (Cile) dalla "Fondazione Croce del III Millennio", nata dopo la visita di Giovanni Paolo II nel 1987 per raccogliere i frutti del viaggio papale. Nel '98 la Fondazione ha avviato il progetto per la realizzazione di una croce alta più di 8 metri che sovrasti la città, e queste maestose stazioni, dopo la permanenza quaresimale a Roma, adorneranno le vie di Coquimbo.

Suor Rosalia Rosetti, presidente di Domus Dei, insieme al Consiglio d'Amministrazione, ha chiesto al Sindaco Alemanno il permesso di esporre le opere in via della Conciliazione. Il Papa ha benedetto la prima stazione dopo l'Udienza generale del 1° marzo scorso. L'immagine di Giovanni Paolo II, in ogni dove per la via in prossimità della beatificazione, sembra approvare col suo sorriso paterno.

Un grande regalo per Roma.

Martina Confalone
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