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Spagna, svolta storica con la nascita di Sortu?

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E' un nuovo partito indipendentista basco. Partiti politici e opinione pubblica divisi sull'argomento.

Madrid, 16 feb 2011 - Il 9 febbraio scorso è nato in Spagna il nuovo partito indipendentista basco, chiamato Sortu (rinascita). Fra scalpore, disappunto, polemiche, paure e un fiume di notizie e dibattiti per televisione e radio, la Spagna sta scrivendo un pezzo importante della propria Storia, a volte caratterizzata dalle divisioni e dai tormenti dovuti dalle Autonomias, che cercano di conquistare da decenni una sempre maggiore indipendenza dal governo di Madrid.
Sortu è stato presentato il 7, ma in realtà la nascita di questo partito è frutto di anni di sforzi da parte di izquierda abertzale, la formazione socialista e indipendentista sotto il cui nome collettivo vanno i patiti baschi che si sono dedicati a questa causa. Dopo la messa al bando nel 2003 di Batasuna, partito indipendentista considerato il braccio politico dell'organizzazione terroristica ETA, i politici baschi avevano iniziato a considerare un'alternativa istituzionale per raggiungere l'obbiettivo dell'indipendenza, ma ci sarebbero voluti ancora più di sette anni di strada per raggiungere tale obbiettivo.

Un segno di netto discostamento dalla lotta armata, che Sortu dichiara di rifiutare in toto, è il fatto che a febbraio 2010 gli esponenti della futura formazione si erano riuniti per stilare il documento «Zutik Euskal Herria», dove si rifiutava la violenza e si accoglievano i sei principi per un percorso di indipendenza democratico che aveva utilizzato il senatore statunitense George Mitchell per il processo di pace in Irlanda del Nord. É ad aprile 2010 che per la prima volta izquierda abertzale condanna ETA e i suoi metodi in pubblico, con la Dichiarazione di Pamplona, ed è a giugno dello stesso anno che Eusko Alkartasuna (uno dei più attivi partiti indipendentisti baschi) e izquierda abertzale firmano un patto per collaborare all'indipendenza basca secondo principi mitchelliani. Una tappa decisiva viene percorsa quando a gennaio scorso, visto il cessate il fuoco permanente dichiarato da ETA, anche un altro importante partito basco, Alternatiba, entra nel patto.

Lunedì scorso, dunque, veniva presentata la nuova formazione politica che sta attendendo l'approvazione del Tribunale Supremo di Spagna; Sortu ha come dirigente Rufi Etxeberria, e in mezzo a grande clamore il 9 si è presentato al Ministero dell'Interno spagnolo per chiedere la registrazione dello statuto. Le reazioni del mondo politico sono state fra le più disparate. Dal netto rifiuto del Partito Popolare alla timida apertura del Premier Zapatero e dei socialisti del PSOE, ma sono giorni difficili in Spagna. Lo stesso Zapatero lamenta che questa svolta storica non viene riconosciuta dal Partito Popolare perché avvenuta sotto il suo governo, che invece avrebbe ricondotto all'ordine la sinistra radicale, mentre dall'altro lato la destra accusa la nuova formazione di essere null'altro che la nuova versione di Batasuna, e gli elettori rimangono a bocca aperta.

Il clima che si percepisce fra la gente è confuso. Non si sa se credere ad un cambiamento di rotta in senso democratico e dare fiducia a un partito che promette, fra le altre cose, di battersi per un profondo cambiamento socioeconomico dei paesi baschi, oppure se diffidare dalle belle dichiarazioni della neonata formazione. Certo i dati a disposizione non sono incoraggianti. Il dirigente del partito Etxeberria ha già subito 4 condanne per affiliazione con l'organizzazione terroristica ETA e ha finito di scontarle solo nel 2009; in più, l'ultima volta che il governo di Zapatero ha aperto un dialogo coi paesi baschi è stata ETA a fermarlo con l'attentato all'aeroporto di Madrid del 2007;, per finire, il timore che ETA, rimasta senza il suo braccio politico si rimangi il cessate il fuoco e torni con maggiore violenza per ottenere ciò che vuole è altissimo, anche perché la percezione che si ha dei baschi nel resto del paese è quella di un popolo molto distante, il quale non vede ETA come un'organizzazione terroristica ma come un movimento di rivoluzione che rivendica le radici del proprio popolo.

Dall'altra parte, però, la gente non si fida nemmeno delle opinioni del Partito Popolare, che a suo tempo non condannò l'ascesa al potere del dittatore Francisco Franco, costata alla Spagna 40 anni di dittatura e sofferenze. Insomma, sebbene il clima sia di assoluta incertezza, si ha la sensazione di essere arrivati comunque ad uno spartiacque storico poiché la parola "rifiuto" utilizzata da Sortu nel suo statuto include anche l'organizzazione ETA, in quanto "soggetto attivo di condotte che vulnerano diritti e libertà fondamentali delle persone" . Parole che fanno ben sperare per il futuro.

Manuela Pirrone

 

 

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