Roma, 2 mag 2011 - Stamani la giornata di molti americani è iniziata con l'annuncio di Barack Obama: "Osama Bin Laden è stato ucciso. Giustizia è fatta". Colui che è ritenuto il capo morale e materiale dell'organizzazione terroristica che nell'ultimo decennio ha fatto tremare gli Stati Uniti, il mandante dell'attentato al World Trade Center di New York nel settembre 2001, è morto.
Erano solo le cinque del mattino quando la notizia veniva data al popolo che in questa lotta al terrorismo ha speso di più in numero di vite umane, e solo poco dopo rimbalzavano per tutto il web le immagini di una Times Square affollata di gente che esponeva cartelli come "Obama 1- Osama 0". Le fonti del Pentagono riferiscono che Osama Bin Laden è stato ucciso con un colpo di arma da fuoco alla testa, durante la sparatoria ingaggiata nel corso del blitz nel condominio fortificato vicino Islamabad (Pakistan) dove si nascondeva. Lo stabile era un luogo di residenza di militari pakistani in pensione, dove i sistemi di sicurezza erano altissimi, e gli accessi solo due. Sarebbe stato un corriere a tradire lo sceicco più famoso del mondo, che seguito dall'intelligence statunitense avrebbe rivelato il nascondiglio del leader.
L'operazione è stata annunciata come uno sforzo congiunto attuato dalla CIA e dalle forze pakistane, ma il Ministero degli Esteri pakistano ha dichiarato che il loro governo non aveva dato direttive di partecipare all'operazione. Le stesse fonti del Pentagono annunciano che il corpo è "in custodia" delle forze militari statunitensi, anche se su tutto il web si manifesta un forte scetticismo per la veridicità della notizia e per l'autenticità del corpo, sarebbero infatti foto risalenti alle torture perpetrate sul suo corpo nel 2006, e l'indizio principale che confuterebbe la validità della prova sarebbe la barba ancora molto folta e nera del leader, diversa dalle ultime apparizioni disponibili. Inoltre desta sospetto il fatto che il corpo fosse stato gettato in mare per poi venire recuperato successivamente. In più i jihadisti, hanno subito messo in dubbio che il loro leader sia davvero stato ucciso, e hanno lamentato il fatto che il corpo fosse stato buttato in mare, il che rappresenterebbe un peccato.
Pronta è stata anche la reazione di Mahmoud Ashour, dell'accademia delle ricerche islamiche di Al Azhar, il più prestigioso centro di sapere sunnita,il quale ha spiegato che la salma deve essere seppellita nella terra e che si potrebbe farlo senza indicare il nome sulla tomba, in modo da evitare un pellegrinaggio per il martire.
Il governo americano, temendo le rappresaglie ha allertato tutte le sue ambasciate e rappresentanze diplomatiche. Il Dipartimento di Stato ha invece esortato i cittadini americani residenti in zone a rischio, ad evitare i luoghi affollati e le manifestazioni per "'imprevedibilità ed insicurezza dell'attuale situazione".
Ad ora ci si chiede quale sarà l'impatto della morte del capo dell'organizzazione terroristica che ha scosso il mondo. Gli stessi esperti di tutto il mondo affermano dalle colonne del New York Times a quelle di Al Arabya, che la morte di Bin Laden è più un evento simbolico, poiché l'organizzazione è molto ramificata e i seguaci dello sceicco hanno già annunciato che non rinunceranno alla loro guerra. Esistono infatti cellule di Al-Qaeda che si autofinanziano sparse in tutto il mondo, la morte di leader avrebbe reso solo chiaro il messaggio statunitense che da Bush a Obama, non importa quanto tempo sarà necessario ma la lotta al terrorismo non cesserà.
I cittadini statunitensi festeggiano, nelle strade e nei bar, nei luoghi simbolo del conflitto come il cimitero militare di Washington D.C. e Ground Zero, la zona piena di rovine dove erano ubicate le due torri. Cosa ne sarà della guerra per oggi gli americani non vogliono chiederselo.
Manuela Pirrone







