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11 Settembre 2001, attentato alla verità?

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Roma, 3 nov 2011 – Bisogna fare chiarezza. E’ con questo invito semplice ma incisivo che si è aperta stamattina, presso la sala delle Bandiere della rappresentanza dell’Unione Europea a Roma, la conferenza stampa organizzata da Giulietto Chiesa, Fernando Rossi e Gianni Vattimo per rendere pubbliche le clamorose iniziative di Mike Gravel, ex senatore dell’Alaska (famoso per avere rivelato i Pentagon Papers, che documentarono l’inganno del Golfo del Tonchino, che portò l’America in guerra contro il Vietnam) e Ferdinando Imposimato, magistrato di alcune delle più rilevanti inchieste italiane contro il terrorismo.

conferenza_stampa_-_Gravel_Imposimato_640x478Le due figure, due esperti e non due complottisti, che si distinguono per professionalità scientifica e morale, come sottolinea Chiesa, intendono avviare una procedura per costituire negli Stati Uniti una Commissione d’inchiesta per riaprire il “caso”dell’11 settembre e chiamare l’Amministrazione Bush a difendersi dall’accusa di “concorso in strage” di fronte al Tribunale Penale Internazionale dell’Aja; che si apra cioè un processo a carico delle istituzioni che hanno concorso alle stragi. Gli avvenimenti dell’11 settembre vedrebbero infatti una responsabilità dell’America: i vertici della CIA sapevano e non hanno deliberatamente fatto alcunché per fermare l’attacco. Anche Bush sapeva. Eppure i terroristi hanno potuto operare indisturbati portando a compimento una delle stragi più eclatanti degli ultimi anni.

Ma quali sono le prove? Imposimato ha esposto alcune delle prove più schiaccianti che non lasciano dubbi quantomeno ad un concorso di colpa degli Stati Uniti nelle tragiche vicende. Premesso che secondo il magistrato l’attentato era prevedibile anche nei riferimenti riguardanti Osama Bin Laden che compaiono in alcuni documenti delle Br, successivi all’omicidio d’Antona, fondamentale è tutto ciò che ruota attorno a Mohammed Atta, il capo di origine egiziana, dei commandos che sferrarono l’attacco. Atta visse ad Amburgo dal 1999 fino al 3 giugno del 2001, avendo modo in questi anni di prendere contatti con vari terroristi, comprarsi polveri per fabbricare bombe e telefonare più volte a scuole di volo in America (tutte cose di cui ci sono testimonianze). Nel frattempo la CIA e i servizi segreti tedeschi lo pedinavano, Atta era ricercato in quanto protagonista nel 1986 di un attentato in Israele; al momento della sua partenza per gli Stati Uniti, le indagini si interrompono e la CIA avrebbe dovuto comunicare le notizie finora raccolte all’FBI. Ma evidentemente non lo fece. Atta giunge negli Stati Uniti con un visto irregolare, proveniente, come si scoprì grazie ad un funzionario della CIA che denunciò il fatto, dall’Arabia Saudita dove tutti i 15 attentatori ricevettero dei visti falsi che permisero loro di entrare in America. Ad Atta vennero dati 109 mila dollari da parte di Omar Saeed Sheikh, inglese di origini pakistane, su ordine del capo dell’ISI (Inter Server Intellinges, considerata una delle più grandi e potenti agenzie di intelligence e spionaggio del mondo fondata in Pakistan). La notizia venne diffusa solo da France Press, Times India e Cnn. La cifra serviva per pagare l’addestramento dei terroristi. Il 5 luglio del 2001 Osama Bin Laden si reca a Dubai dove incontra un uomo della CIA, la notizia, diffusa da Le Figaro e France Press non fu mai smentita e l’agente CIA non fu mai interrogato. E’ normale che un terrorista di fama mondiale incontri un uomo dei servizi segreti senza che questo desti sospetto? Imposimato cita altre due prove da non sottovalutare: gli esperti hanno confermato che la caduta delle torri era un crollo controllato e che nei giorni precedenti all’attentato sono state vendute milioni di azioni della American Airlines e della United Airlines, cioè le due compagnie proprietarie degli aerei impiegati nell’attacco.

Twin_Towers_ExplodeDi indubbia rilevanza poi le dichiarazioni, riportate dal Fatto Quotidiano del 31 ottobre, di alcuni rappresentanti americani quali il Governatore Thomas Kean, presidente della Commissone ufficiale sull’11 settembre che così si espresse: “Noi pensiamo che la Commissione, in molti modi, fu costituita in modo tale da farla fallire. Perché non avemmo abbastanza denaro, non avemmo abbastanza tempo, e fummo nominati dalle più faziose persone a Washington”. Lee Hamilton, co-presidente della stessa Commissione: “Io non credo un solo minuto che noi abbiamo ottenuto tutte le cose vere (…) La Commissione è stata istituita perché fallisse (…) la gente dovrebbe cominciare a porsi delle domande sull’11/9 (…)”. Il commissario Timothy Roemer: Eravamo estremamente frustrati per le false dichiarazioni che stavamo ascoltando” e il senatore Max Cleland (che si dimise dalla Commissione in segno di protesta): “E’ uno scandalo nazionale”, fino a John Farmer, ex Procuratore generale del New Jersey, che guidò lo staff degl’inquirenti: “A un certo livello nel governo, a un certo momento (…) ci fu una qualche intesa, di non dire la verità su ciò che era accaduto (…) Io fui sbalordito per la così grande differenza tra la verità e il modo in cui essa veniva raccontata (…) I nastri dicevano una storia radicalmente diversa da quella che ci veniva raccontata, a noi e al pubblico per ben due anni (…) C’erano interviste fatte dal centro di New York della Federal Aviation Administration la notte del 9/11, ma quei nastri vennero distrutti. I nastri della CIA sugli interrogatori furono distrutti. La vicenda del 9/11, per dirla con un eufemismo, è stata distorta e fu completamente diversa da come andò effettivamente”.

Come è possibile che l’America non abbia impedito lo svolgersi dei drammatici eventi pur sapendo che ne sarebbero rimasti coinvolti, perdendo la vita, milioni di propri cittadini? Gravel, ricordando la sua esperienza di senatore durante la quale verificò di persona che l’obiettivo più importante della politica americana è recuperare soldi per incentivare le guerre, non ha dubbi che pur di mandare avanti l’economia del paese, un impero in verità ormai in declino ( non risparmia parole di critica per Obama), anche questo sia possibile.

Tutti i dati fin qui esposti, come sostiene Giulietto Chiesa, che sul suo blog del Fatto Quotidiano ne ha parlato e ha annunciato la conferenza stampa di oggi, sono stati fatti passare sotto silenzio in questi dieci anni, perché la realtà in cui viviamo è fittizia; e poiché coloro che trainano la comunicazione vanno in una precisa direzione per dare alla massa determinate spiegazioni o pseudo spiegazioni dei fatti, è facile aggirare la voce di pochi che si appellano alla verità. Una testimonianza del fatto che far finta di niente è meglio, e che le scomode verità non devono venire a galla, è data dalla scarsa partecipazione a quest’incontro su un tema delicato e così importante per la storia del mondo contemporaneo. Alla conferenza, aperta al pubblico, erano stati invitati tutti i parlamentari italiani e europei e tutti i giornalisti italiani e stranieri; pochi i politici, 4 o 5, ancora meno i giornalisti.  

Maria Claudia Ferrari Bellisario
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www.pandoratv.it/?p=articolo&a=669 

www.consensus911.org/the-911-consensus-points/

www.giuliettochiesa.it

Zero - documentario indagine sull'11 settembre

raccolta di studi tecnici che dimostrerebbero stranezze negli schianti degli aerei dell'11 settembre

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