Il Caffè, da sempre luogo d'incontro e di chiacchere, diventa occasione per un confronto filosofico: ecco i cosiddetti "Caffè filosofici" , una delle tante proposte del Festival della Filosofia.
Roma, 10 maggio 2007 - Un incontro aperto a tutti, diverso dall'ordinario e decisamente più accattivante rispetto alle classiche lezioni accademiche; ma, togliamoci subito la spina, l'organizzazione ha avuto le sue pecche. Infatti non è stato facile seguire per via di rumori di piatti, bicchieri e ordinazioni a mezz'aria poiché lo spazio adibito al tipo di evento, il Bart, noto punto di ristoro dell'Auditorium, ospitava contemporaneamente oltre al pubblico interessato anche gli altri avventori del bar che hanno continuato a preferire bevande e spuntini invece del "cibo dell'anima"...
Introdotti dalla storica Emanuela Minnai hanno cercato di spiegare la filosofia da un approccio quotidiano, lo scrittore e giornalista Armando Massarenti con il suo libro da cui ha preso il titolo l'incontro( Il lancio del nano e altri esercizi di filosofia minima) e il matematico e amico Piregiorgio Odifreddi. E' quest'ultimo a dare il là alla discussione;innanzitutto motiva la propria presenza sottolineando come la sua concezione di matematica è affine a quella che Massarenti ha della filosofia: entrambe le discipline finché rimangono nelle aule del sapere sono accademiche e questo non è detto che sia il modo migliore per accostarvisi e per comprenderle. Viene ricordato infatti che le antiche scuole filosofiche, per esempio gli scettici, si interessavano della vita e del sapere quotidiano senza cercare difficili teorie ma considerando i problemi pratici. Con una vena di polemica, quantomeno di ironia, il matematico sottolinea come tra le stesse importanti personalità che hanno partecipato al Festival molte, colte nella semplicità di tutti giorni, non sanno comportarsi secondo il famoso "prenderla con filosofia", cosa che invece non andrebbe trascurata. Quello che si vuole riscoprire e valorizzare è, come recita il libro di Massarenti, la filosofia minima, che scaturisce da un evento quotidiano, magari anche apparentemente banale ma dai molteplici risvolti ad una più attenta analisi filosofica. Procedere, quindi, dalla pratica alla teoria e non viceversa come, soprattutto in questo campo, accade. Elemento indispensabile è la brevità; allora ecco i novantatré piccoli esercizi proposti dallo Scrittore attraverso cui si confronta, se pur in poco spazio, con temi quali verità, morale,teologia e simili, con intento polemico nei confronti della filosofia professionale che spesso più che chiarire i problemi li confonde.
Ma finalmente è Massarenti a prendere la parola e a spiegare, per chi come noi non conosceva ancora il libro, il significato del titolo: espressione inventata questo "lancio del nano"o letterale? Da non crederci ma è tutto vero: è nei Pub australiani che la pratica-sì lanciare un nano in carne ed ossa!il più lontano possibile...-si è diffusa ed è divenuta quasi uno sport. Qualcuno volendo esportare la "disciplina" in Francia si è trovato di fronte ad un secco no del Consiglio di Stato francese che ritiene la cosa lesiva della dignità umana. Non c'è che da esser d'accordo. Ma cosa ne pensano i nani? E qui sorge il problema ché sembra che loro si divertano, è una loro scelta e quindi lo rivendicano come diritto. Dignità e diritti umani finiscono per scontrarsi. Vorremmo che una pratica simile non esistesse, che si facesse un uso migliore della libertà umana, in questo caso quella dei nani- o,altro problema,dovremmo chiamarli "diversamente" alti?-, ma in realtà non sappiamo come giustificarne un suo divieto.
La storia narrata è spunto, dice il giornalista, per vedere come la maggior parte dei problemi filosofici siano di tal genere, nel senso che ad una prima considerazione reagiamo in un modo e con determinate risposte per poi, ad un'indagine più approfondita, renderci conto delle alternative e di eventuali diverse risposte. A questo punto l'autore coglie l'occasione per definire truffaldina la concezione di dignità umana, propria delle posizioni conservatrici e antilibertarie, che in realtà toglierebbero diritti umani riguardo a questioni etiche, bioetiche e simili. Sempre dal medesimo versante, continua Massarenti, alcuni termini quali laico, razionale o razionalista sono ormai considerati degli insulti. Nel suo scritto l'autore affronta anche temi teologici, cadendo a nostro parere in un eccesso di semplicismo. "Se Dio sa già riconoscere nell'embrione gli atti della vita futura di un uomo, perchè Hitler non l'ha educato diversamente?". Ma torniamo, grazie ad un ulteriore intervento di Odifreddi, al tema della brevità, pensiamo a Calvino o a Woody Allen. Forse i filosofi sono coloro che riescono a condensare in una piccola frase una grande saggezza. Così alle grandi domande conviene rispondere in breve, sgonfiandole e riconducendole alle questioni di vita quotidiana. Massarenti ci lascia con una battuta del famoso regista sopra citato: "Ho smesso di fumare. Vivrò una settimana di più durante la quale pioverà sempre".
Maria Claudia Ferrari Bellisario
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