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Filosofia?

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Roma, 11 maggio 2007 - "Ciò che riguarda il corpo è un fiume, ciò che riguarda l'anima è sogno e vanità, la vita è una guerra e il soggiorno in un paese straniero, la gloria postuma oblio. Che cosa dunque può farci da guida?Una cosa, una sola: la filosofia". Così si esprimeva, secoli fa, l'imperatore Marco Aurelio, che nel poco tempo libero lasciato dalla vita militare amava rifugiarsi nella meditazione.

E mentre all'Auditorium si susseguono incontri e dibattiti sulle più svariate questioni, nell'ambito del Festival della Filosofia, proviamo a chiederci se ancora oggi questa disciplina, troppo spesso bandita o addirittura derisa perché difficile e per pochi eletti, possa farci da guida. Proviamo ad accostarci al suo significato più vero e profondo al di là delle mere speculazioni che non possono, è evidente, suscitare interesse in chi non è pratico di determinati studi. Ma la filosofia è e deve essere per tutti, o almeno di tutti coloro che desiderano allargare i propri orizzonti, aprire la mente, confrontarsi con l'altro e mettersi in discussione, che pur essendo cosa impegnativa porta spesso ad essere una persona migliore, quantomeno più consapevole.

rappresentazione della SapienzaIl grande Aristotele individuava nella meraviglia la causa del filosofare. E' lo stupore di fronte alle cose, il lasciarci sorprendere e il saper rimanere in ascolto di ciò che ci circonda così come della nostra anima, che desta in noi un senso di dubbio e appunto di meraviglia tale che, riconoscendo di non sapere, ci sproni alla conoscenza. Filosofia vuol dire guardarsi attorno non dando nulla per scontato, avere la capacità di adottare molteplici punti di vista, saper cogliere la logica del pensiero per capire e farsi capire. Essere allenati al dialogo, perché in fondo di questo si tratta, risulta tanto più importante in un tempo come il nostro in cui genitori e figli continuano a non capirsi, uomini e donne fanno fatica a comprendersi, e i mezzi di comunicazione rinunciano alla logica per ripiegare sull'effetto. Certo, proprio in un'epoca simile, in continuo movimento e proiettata verso un futuro sempre più tecnologico, l'attività del pensiero può risultare obsoleta e di scarsa utilità. E in effetti dalle considerazioni dello stesso Aristotele si capisce che l'uomo non cominciò a filosofare per conseguire una qualche utilità pratica, ma per liberarsi dall'ignoranza. Il che però, non c'è bisogno di spiegarlo, basta di per sé. Ma non c'è dubbio che oggi per un giovane sia più allettante e proficuo diventare medico, ingegnere o avvocato piuttosto che filosofo.

Eppure anche i filosofi hanno la loro utilità: non tengono forse in vita gli enigmi dell'esistenza anche per coloro che non passano il tempo ad interrogarsi? Tornando a noi "uomini comuni", qualsiasi sia la nostra attività, non potremmo che trarre vantaggio da un po' di riflessione e chissà che piano piano non si accenda anche in noi la meraviglia, come al bambino con i suoi perché. La riflessione, bisogna ammetterlo può generare conflitto e tormento, ma accostarsi alla filosofia ripaga sempre, anche se in certo senso non ti porta da nessuna parte. Perché la meta del pensiero è la ricerca stessa. Ma può l'uomo smettere di cercare?

Maria Claudia Ferrari Bellisario
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