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Quando Verrai: romanzo di formazione scritto da Laura Pungo

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Roma, 2 dic 2009 - Eva, una bambina con tutti i problemi tipici dell'adolescenza, vive con la madre in una roulette e affronta un mondo relegato ai margini della società, abitato da clandestini, venditori di strada, immigrati e vagabondi. Un'esistenza resa ancora più difficile dal compagno della madre, Stasi, che le riserba periodicamente attenzioni fin troppo morbose. In più Eva ha delle strane macchie sul corpo che i medici classificano come malattia cutanea, ma che in realtà sprigionano uno strano potere. Un giorno, mentre la vita scorre normale come sempre, Eva viene rapita da Ethan, uno strano vagabondo che, tuttavia, ha il suo stesso problema fisico e possiede gli stessi poteri. Con lui, attraverso un viaggio non privo di disagi, imparerà a comprendere cosa si nasconde dietro quel problema fisico e, dopo quest'avventura, non sarà più la stessa persona di prima.

Pubblicato da Minimumfax "Quando Verrai" ha diverse chiavi di lettura poiché nella trama convergono sia la costruzione tipica del romanzo di formazione, sia elementi fantastici, sia elementi attinenti alla realtà. E' un viaggio, quello che compie Eva, all'interno di luoghi senza nome che inevitabilmente richiamano scenari reali e immagini che continuamente vengono trasmesse in Televisione. D'altro canto l'elemento surreale, rappresentato dalle macchie che ha sul corpo, rappresenta un valore aggiunto di un romanzo fantastico per certi versi, fin troppo reale per altri. Laura Pugno ci racconta la sua opera.

 

Come nasce questa storia e quale è stato il punto di partenza da cui hai sviluppato la trama?

Alcuni elementi di "Quando verrai" erano già in luce in alcuni miei scritti precedenti. In un racconto di "Sleepwalking", la raccolta che ho pubblicato nel 2002 per Sironi, c'è già l'idea di "leggere" gli altri attraverso il contatto. E in una sceneggiatura che ho scritto anni fa compare un personaggio di adolescente selvatica molto simile a Eva. Naturalmente poi, nel crogiuolo del romanzo, tutti questi elementi sono stati trasformati in altro.

 

Eva, la protagonista del romanzo, vive in una roulotte con la madre e con un patrigno che la maltratta. Cosa rappresentano le piaghe che ha sul corpo e il potere che sprigionano?

Il potere di Eva non rappresenta qualcos'altro, non è una metafora: è qualcosa che fa parte di lei, e con cui dovrà imparare a convivere. Naturalmente sono possibili molte letture, ma i romanzi hanno bisogno di concretezza. La condizione di Eva è scritta sul corpo, è terribilmente evidente, e questo fa sì che per lei sia inevitabile dovervi fare i conti.

Inizialmente Eva viene rapita da un vagabondo di nome Ethan. Quale è il cammino o il viaggio che intraprende insieme a questa persona?

"Quando verrai" è un romanzo di formazione, e Ethan svolge il classico ruolo del "mentore" delle fiabe. Eva è circondata da personaggi insidiosi, ambigui, e all'inizio anche Ethan sembra contagiato da questa ambiguità. Poi però, sarà proprio lui a accompagnare Eva alla scoperta dei suoi poteri, e di una sorta di nuovo mondo. Tradizionalmente il mentore offre un dono, e il dono di Ethan, sotto mentite spoglie, è questo.

I personaggi di "Quando Verrai" fanno parte di un mondo spesso dimenticato, perché hai scelto di raccontarlo?

Per poter sviluppare fino in fondo la sua potenzialità come personaggio, l'adolescente Eva doveva far parte di un mondo in cui i controlli fossero allentati. La prima necessità è stata quindi di tipo narrativo. Poi la marginalità, lo stare "sul confine" è diventato un elemento caratterizzante del paesaggio scelto - il delta di un grande fiume, che in Italia fa necessariamente pensare al Po - di cui si intuisce una bellezza devastata. Dal punto di vista sociale, i personaggi che fanno parte del mondo di Eva - immigrati, vagabondi, piccoli criminali, guaritrici, e la gente che vive e lavora sulla "strada di mare" che attraversa tutto il romanzo - fanno parte anche della nostra realtà, ma è una realtà che non vogliamo vedere.

La storia che racconti è ambientata in situazioni tristemente reali. A queste si affianca un elemento magico e fantastico. Perché questo dualismo?

Non si tratta di un dualismo inteso come opposizione, ma di una compresenza di elementi che fa parte della mia scrittura sin dall'inizio. Per me il fantastico non è l'opposto della realtà, semmai fa da cartina di tornasole della realtà stessa.

Nel romanzo si comprende facilmente, anche se non viene mai detto, che la storia si sviluppa in Italia. Perché questa scelta?

Molte delle mie storie sono ambientate in dei mondi fantastici, ma ultimamente sempre più spesso si fanno spazio paesaggi italiani. In "Quando verrai" sicuramente ha prevalso il desiderio di rendere l'Italia di oggi, ma un'Italia estremizzata, che sembra aver subito un crollo ecologico, sociale, politico: un'Italia in cui certe scelte che oggi sembrano prive di conseguenze stanno rivelando il loro prezzo da pagare, che è alto.

Stai lavorando a qualche altra cosa in questo momento?

Una plaquette di poesia, "Gilgames", che uscirà ai primi di dicembre per le edizioni Transeuropa insieme a un cd del gruppo Kobayashi, in una nuova collana, "Inaudita".

Carlo Cammarella
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www.minimumfax.com

Quando Verrai
Laura Pugno
Minimumfax editore
pp. 123
Euro 10.80

 

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