Roma, 6 mar 2012 – Una storia che sembra incredibile, ma che, al i là dei comunicati stampa diramati oggi da esponenti del PdL romano, trova riscontri nei racconti degli abitanti di Torpignattara. Sono trascorsi circa tre mesi dall’inaugurazione da parte del Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, e del Presidente del VI Municipio, Giammarco Palmieri, della prima area giochi della Capitale funzionante grazie all’energia pulita: è il parco di Largo Pettazzoni, a Torpignattara, che nelle ore serali viene illuminato con led di ultima generazione grazie all’energia solare raccolta dai pannelli fotovoltaici durante il giorno. Una progetto innovativo tutto made in Italy, “un’idea moderna – aveva detto Zingaretti - che pensa anche allo sviluppo sostenibile, un altro segnale che diamo di amore verso la cosa pubblica”. Tuttavia già all’inaugurazione molti residenti del quartiere avevano fatto notare che forse spendere 2 milioni di euro per un parco giochi di 100 metri quadrati era poco utile in un quartiere mancante di infrastrutture base e afflitto da gravi problemi di disagio sociale e criminalità.
Ma a distanza di qualche mese è emerso un’altro problema, non più di opportunità politica od economica, ma di sicurezza dei bambini. Come denunciano in queste ore Fabrizio Santori, Presidente della Commissione Sicurezza di Roma Capitale e Francesco Corsi, capogruppo del PdL al VI Municipio: “altro che energia pulita. Si tratta di energia elettrica allo stato puro quella di cui sono vittime i piccoli fruitori del parco giochi di Largo Pettazzoni, considerato – spiegano - che i pannelli fotovoltaici ad alimentazione solare, posizionati sopra i giochi, elargiscono scosse ai bambini con l’energia immagazzinata, immobilizzandoli di paura e scoraggiandoli all’uso degli strumenti ludici. Auspichiamo la risoluzione del problema in tempi brevi, perché non è ammissibile temporeggiare, ancor più se a rischiare sono i minori. L’idea di applicare pannelli fotovoltaici e dare uno slancio al settore delle energie rinnovabili è certamente una proposta ambiziosa, che merita attenzione, maprima di finanziare simili strutture dedicate all’infanzia- concludono gli esponenti del Pdl - vogliamo vederci chiaro sugli studi di fattibilità e sui collaudi effettuati”.
Pare dunque che, come già accaduto in passato, si sia data troppa confidenza alla tecnologia senza calcolare possibili conseguenze per la salute umana. E’ accaduto con il wireless, utilissimo ma secondo alcuni studi nocivo per la salute, accade ora per i fotovoltaico, sicuramente utilizzato in buona fede, ma forse con molta superficialità, considerando che l’area era destinata ai bambini. Molti genitori del quartiere chiedono ora che si intervenga il prima possibile, affinché il piccolo parco non rimanga vuoto, e diventi velocemente l’ennesima area abbandonata e degradata di Torpignattara.
S.M.







