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Marocchinate. Il Municipio XIX promuove il ricordo delle vittime

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convegno_marocchinateRoma 12 giu 2012 – “Aspettavano i liberatori, ma arrivò l’inferno”: una frase che riassume il dramma delle “Marocchinate”. Un termine oggi dimenticato, ma che in passato ha suscitato paura e distruzione. Il Municipio Roma 19, su proposta del Consigliere Angiolino Albanese con l’Ordine del Giorno del 5 ottobre 2011, ha deciso  di recuperare la memoria di questo buio episodio della storia Italiana.

Mentre gli Alleati anglo americani nel 1944 risalivano l’Italia, i battaglioni francesi composti da marocchini, provenienti dagli altopiani dell’Atlante ed utilizzati con successo nella guerra di montagna sull’Appennino compirono crimini efferati. Bastò una licenza di solo 50 ore, concessa dal Generale Juin dopo il vittorioso assedio di Cassino, per scatenare il branco di bestie feroci . Stupri, rapine, saccheggi, omicidi, evirazioni, torture: questo è quanto le testimonianze dell’epoca ci riportano. Secondo le stime del Ministero degli Interni i goumiers francesi furono autori di oltre 60.000 casi di le violenze.

Per ricordare le vittime di questo scempio è stato organizzato un incontro sabato 9 scorso presso il circolo territoriale PDL Monte Mario, in Via Ottavio Assarotti. Sono state raccontati gli orrori di più di mezzo secolo fa dal Presidente dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate, Ciotti Emiliano e dal Senatore Fernando Signorelli, in qualità di Presidente Onorario dell’Associazione. Numerose le testimonianze riportate durante la conferenza. Un argomento duro, che spesso ha suscitato orrore e ribrezzo tra il pubblico durante i racconti. “Stiamo cercando di portare alla luce un argomento che spesso viene solo accennato nei libri di storia” – ha affermato in Presidente dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate, Emiliano Ciotti.

Portò le barbarie dei goumiers sul grande schermo Vittorio De Sica con il film “La Ciociara”. Famosa la scena con Sofia Loren, dove si mostra lo stupro delle due protagoniste all’interno di una chiesa diroccata. Impressionanti anche le conseguenze di tutti coloro che passavano “sotto il torchio” di questi soldati. Solitamente gli uomini dopo essere stato usato come oggetto sessuale veniva atrocemente assassinato, le donne invece molto spesso, se rimanevano in vita, contraevano malattie veneree.

La_ciociara_60Il senatore Signorelli ha così riassunto l’impegno di chi ancora oggi deve battersi affinché vengano ricordate le vittime di questo crimine di guerra: “Il nostro obiettivo non è solo quello di sensibilizzare le Istituzioni, ma se possibile portare il caso delle Marocchinate davanti alla Corte Internazionale dell’Aja. Far si che quanto accaduto sia classificato come un crimine contro l’umanità”.

A seguire l’A.N.V.M dal punto di vista legale ci pensa l’Avv. Mauro Sabetta, che attraverso il suo operato ha risarcito e sta ancora cercando di risarcire chi ha subito queste ingiustizie. Dal canto suo il consigliere municipale Albanese ha sottolineato di voler portare avanti il progetto, insieme al consigliere dei giovani Alberto Mariani, attraverso iniziative culturali affinché la vicenda trovi adeguato risalto mediatico e il necessario riscontro storico – culturale nelle iniziative promosse dall’Amministrazione comunale e municipale. Richiesta anche l’intitolazione di una via sul territorio in ricordo delle vittime delle “Marocchinate”. 

Damiano Bocchi




 

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