Roma, 12 dic 2011 - E dunque via i lucchetti da Ponte Milvio. In nome della lotta al degrado parte una campagna per il decoro che sembra quanto mai appropriata, vista la situazione in cui versa il Municipio XX, piccolo specchio fedele di ciò che avviene a Roma tutta. Nel microcosmo, (benché sia grande quanto il comune di Milano), del Municipio che va dalle campagne di Cesano fino a Vigna Clara e Ponte Milvio, prolifera ogni sorta di abusivismo, dal disumano traffico di esseri umani manovalanza ombra dei cantieri, allo stupefacente traffico di polvere e pasticche intorno ai locali delle agitate notti di piazza Ponte Milvio e dintorni; dai venditori ambulanti con le loro borse finto griffate alle scorribande con destrezza dei nomadi accampati lungo via flaminia, lungo il Tevere, un po’ dovunque. Un municipio che non dorme mai, verrebbe da dire, questo XX. Sempre sveglio a delinquere, si dovrebbe precisare. Ben venga dunque la linea dura del Consiglio Municipale. Nel segno di Rudolph Giuliani, il sindaco duro e puro, che con la “tolleranza zero” ripulì le strade di New York. Partendo da un principio sacrosanto, e spesso dimenticato: tollerare il piccolo crimine alla lunga crea il terreno fertile per il diffondersi del grande crimine. E allora si parta dai lucchetti per “tutelare un luogo storico di interesse culturale”, per ridare decoro ai quartieri di Roma Nord, per dare un segnale forte ai cittadini. Poi però, caro consigliere del Municipio XX, che oggi hai votato unanime col tuo collega della parte politica opposta per lanciare la crociata contro i lucchetti, ricordati che non voglio più vedere accampamenti abusivi nei canneti lungo il Tevere, non voglio più leggere di piazza Ponte Milvio teatro di risse inzuppate di fiumi di alcool, non voglio più leggere di locali dove spacciavano da anni fiumi di droga, e del quale solamente tu, pare, non sapevi nulla; soprattutto non vorrei leggere in futuro di vigili urbani che non facevano le multe fuori da certi locali perché avevano in grande simpatia i loro gestori. Perché credimi, caro consigliere, a tagliare con le cesoie qualche centinaio di lucchetti siamo tutti capaci; a tagliare i lacci del malaffare che strozza Roma, meno.
Filippo Ferrari Bellisario
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