Roma, 26 nov 2011 - Prosegue il MedFilm Festival con le sue pellicole dedicate al Mediterraneo e al sociale. Grande successo per l'unico film italiano in concorso per il premio Amore Psiche, "Io sono Li" di Andrea Segre. Un tributo di pubblico per un lavoro che a differenza di altri è ancora nelle sale, anche se non a Roma dove è rimasto per sole due settimane, nonostante i riscontri positivi. Molti non hanno potuto partecipare alla proiezione in presenza del regista, tanto da far annunciare alla direttrice artistica Ginella Vocca un nuovo appuntamento alla Casa del Cinema prima della chiusura del Festival.Un lungometraggio delicato, il primo di Segre, che nella sua carriera si era cimentato soprattutto nella produzione di documentari, con una interessante storia di produzione. Una pellicola girata in cinese e chioggiotto, che ha fatto stentare la collaborazione con Rai Cinema, la quale ha partecipato al progetto, solo dopo l'interessamento francese.
La protagonista Li è una giovane di origini cinesi che, per ottenere i documenti e riuscire a far venire in Italia suo figlio di otto anni, viene trasferita da uno stabilimento tessile di Roma, a Chioggia in una "osteria" frequentata maggiormente da attempati pescatori. Fra loro anche c'è anche Bepi, interpretato da Rade Sherbedgia, chiamato "il poeta", che incontra Li in un dialogo silenzioso, costante e a tinte tenui. Ma la tenera amicizia che è nata fra i due sarà fonte di turbamenti sia per la comunità cinese che per quella chioggiotta. Nel cast oltre alla protagonista Zhao Tao, attrice cinese di fama internazionale e a Rade Sherbedgia, nel ruolo di Bepi, sono presenti Marco Paolini, ovvero Coppe amico più stretto de "il poeta", Roberto Citran, l'avvocato, e Giuseppe Battiston, che interpreta Devis, giovane dai soldi facili.
Amicizie e differenze si mescolano con richiami di poesie antichissime. Una storia delicata quella di Li che Segre racconta con licenza poetica mostrando alcuni retroscena della comunità
cinese, con una storia che non stanca, personaggi con un loro carattere che si incontrano nonostante le differenze di origine. Il regista ha raccontato che l'idea nasce da un semplice episodio che ha cambiato la vita di una piccola osteria sotto la casa di famiglia a Chioggia, perché da un giorno all'altro, il seguito del locale ha visto dietro il bancone una ragazza cinese: insomma nulla è cambiato nell'osteria, ma visto che l'oste è come un vero e proprio padrone di casa, alla fin fine si può dire che è cambiato molto.Per coloro che non hanno potuto partecipare all'appuntamento di ieri sera è stata indetta una proiezione straordinaria, domenica 27 novembre alle ore 16 presso la casa del Cinema a Roma.
Alessandra Fantini
www.medfilmfestival.org
il programma della manifestazione
http://www.lungotevere.org/index.php/musica-e-spettacoli/cinema/15637-medfilm-festival-il-film-delleurasia-che-cambia







