Roma, 21 ott 2011- Oggi intorno a mezzogiorno, diverse centinaia di lavoratori, si sono ritrovati davanti alla sede Atac di via Prenestina 45, per manifestare tutto il loro malcontento. In strada c’erano gli autisti Atac, gli operai della Ciclat, ditta esterna che si occupa della manutenzione e gli autisti precari, assunti con un contratto di tre mesi per permettere, durante la stagione estiva, di far godere le ferie maturate ai conducenti fissi. Nessun sindacato presente alla protesta e parlando con gli organizzatori si capisce subito perché:” Non ci sentiamo più rappresentati da loro. Nessuno di noi si fida più, troppe volte hanno venduto i lavoratori per interessi personali. Da ora ci rappresentiamo da soli. Siamo parte dell'azienda, una parte fondamentale e vogliamo esser presi in considerazione quando si prendono decisioni importanti e quando si parla di piani industriali.”
Il gruppo più numeroso è ovviamente quello degli autisti, la situazione per loro si fa sempre più pesante: Organico ridotto e quindi turni spropositati, ferie maturate e mai godute, permessi sospesi e una situazione sicurezza che sta assumendo contorni veramente allarmanti, tanto che oramai ogni settimana sentiamo di aggressioni ai danni di uno di loro. La cosa che più agita i conducenti è però la netta sensazione che a pagare la crisi dell’azienda saranno ancora una volta solo loro. Secondo il nuovo piano industriale, infatti, tutti gli autisti saranno sottoposti a turni più lunghi e di tagli agli sprechi sembra non esserci traccia. “ Gli uffici sono strapieni – ci dice un manifestante - ma la vera forza lavoro di un’azienda che fa trasporto siamo noi che andiamo in strada, che siamo a contatto con la gente. Vogliono allungarci i turni per farci aumentare la produttività ma che fine hanno fatto le oltre 800 persone assunte con Parentopoli? Perché paghiamo sempre noi?” Durante la protesta, che è stata molto goliardica, si sono alzati cori ed applausi per ogni macchina di lusso che usciva dall’edificio e per ogni impiegato che fumava sulle scale antincendio.“Vedi – dice un giovane tranviere – facciamo straordinari, guidiamo autobus fatiscenti, ci prendiamo gli insulti ma se c’è da tagliare toccano sempre noi, questo non è giusto.”
Alessandro Scarpa del CO.a.l.a. sottolinea:” Siamo stanchi di fare da capri espiatori, siamo stanchi di questa gogna mediatica alla quale siamo sottoposti. E’ come se qualcuno volesse spostare l’attenzione, portare tutto il peso della situazione su di noi. Non siamo noi la causa dei disservizi e dei buchi nell’azienda. La verità è il contrario, noi portiamo avanti tutto. Atac si trova in queste condizioni per anni di mala gestione, di nepotismo e di pressapochismo.” Parliamo con uno degli autisti precari: “ Siamo stati assunti con un contratto di tre mesi, abbiamo fatto un corso e siamo stati preparati. Durante questo periodo abbiamo fatto di tutto; in media ognuno di noi ha cambiato dalle 40 alle 60 linee senza mai batter ciglio, abbiamo fatto sempre il nostro dovere ed ora che il contratto è scaduto ci buttano via.” Ci spiega che ovviamente è nel diritto dell’azienda cessare un rapporto che partiva già a tempo ma:” l’organico è carente e questo è sotto gli occhi di tutti, come si può mandare avanti il servizio? Noi siamo già preparati, quindi non serve spendere altro denaro ed abbiamo dimostrato la nostra serietà, credo sia giusto tagliare nei settori che non son produttivi ed investire sul personale che può incrementare e fortificare il servizio.” Gli operai della Ciclat vivono una situazione tragica, non solo prendono gli stipendi con due mesi di ritardo ma hanno anche lo spettro del licenziamento sempre presente perché l’appalto della loro ditta con Atac difficilmente sarà rinnovato e quindi rischiano di perdere il posto a breve. “ La nostra ditta – afferma un operaio Ciclat - ci dice che ci paga in ritardo per colpa di Atac ed Atac ci dice che la colpa è della nostra ditta, c’è il solito scaricabarile ed in più fra poco rischiamo seriamente di andare tutti a casa.”
Intorno alle 13 una delegazione dei lavoratori viene ricevuta dall’A.D. Carlo Tosti. Tutti i manifestanti restano davanti all’edificio intonando cori in attesa del ritorno dei loro compagni. Alle 14,30 l’attesa finisce ed i rappresentanti riportano a tutti i contenuti del colloquio:“ Ci hanno promesso che agiranno per far diminuire gli sprechi e che da ora in avanti ci sarà un filo diretto tra l’azienda e noi autisti. Hanno detto che sentiranno le nostre proposte e che ci terranno in considerazione. Dopo tutte le parole che abbiamo sentito negli anni, ovviamente non possiamo essere sicuri che lo faranno ma, il nuovo A.D. ci è sembrata una persona seria.” Molti sono soddisfatti, alcuni scettici, solo il tempo ci dirà se alla parole seguiranno i fatti. “ Vogliamo essere fiduciosi ma se non dimostreranno di fare sul serio, - Dice Simone Ruggeri del CO.a.l.a. - torneremo in strada e questo loro non lo vogliono perché siamo liberi e non in vendita come altri e anche perché hanno visto che siamo sempre di più.”
Fabrizio Cascapera
Sunday, May 26th
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