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Funivie urbane, intervista al prof. Stefano Panunzi: Volare sopra la città per evitare il traffico

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Roma, 9 nov 2011- Dopo avere accennato di questa originale soluzione in un articolo di qualche tempo fa( Casalotti incontra: proposte per la soluzione dei problemi di traffico e viabilità ), nell’ambito del convegno di Casalottilibera. Abbiamo voluto approfondire l’argomento per capire meglio l’attuabilità di un progetto simile. Per questo abbiamo intervistato l’Arch. Stefano Panunzi, dell’Università del Molise:

funiviaPossono ravvisarsi rischi e pericoli della funivia urbana, in caso di terremoti, oppure, in zona non sismica, in caso di forti venti o forti precipitazioni atmosferiche?

“Le soluzioni tecniche che vengono ormai adottate per le funivie sono più che adeguate a garantire la sicurezza al rischio geologico, sismico e meteorologico. Le funivie delle più comuni installazioni montane in tutto il mondo operano in condizioni limite, nemmeno lontanamente paragonabili con quelle riscontrabili nelle aree urbane. A Roma poi questo problema non si pone certo in modo significativo. I rischi ed i pericoli della funivia urbana sono statisticamente trascurabili se paragonati alla carneficina endemica imposta dal traffico veicolare, sempre in ambito urbano. Anzi, direi che potrebbe diminuire i rischi causati dall'uso esclusivo di auto e moto, potenziando le opportunità intermodali di trasporto già  presenti nel tessuto urbano.In tal proposito saranno molto interessanti gli esiti del X Congresso Mondiale dei trasporti a fune, che si terrà nei prossimi giorni, dal 24 al 27 ottobre, a Rio de Janeiro dove si parlerà per la prima volta sopratutto dello sviluppo della funivia urbana come soluzione ecosostenibile e dove si farà un primo bilancio degli impianti urbani già in funzione in tutto il mondo.” (http://www.oitaf2011.com.br/)

Il progetto è stato studiato per altre città italiane oltre Roma ?

Mi risulta che si sia discusso di progetti per Genova, Napoli, Verona, Rimini, Stretto di Messina, forse anche in altre città, ma nessuno di questi ha iniziato un iter amministrativo/attuativo vero e proprio. Roma è  l'unica città che ha un progetto approvato per lo scavalcamento del Tevere all'altezza della Magliana. Progetto di RomaMetropolitane varato dalla giunta Veltroni (Luglio 2007) e proseguito come iter amministrativo anche dall'attuale giunta Alemanno, in particolare dal vicesindaco Cutrufo, prima che lasciasse il posto alla Belviso. Dalle rassegne stampa sembra che manchi solo il nulla osta della soprintendenza.”
( http://www.romametropolitane.it/menu.asp?CodMenu=7)

Nel caso specifico di Roma: è possibile l’integrazione di un sistema di funivie urbane con l'utilizzo dei forti militari dimessi?

“Sarebbe forse l'unico modo per salvaguardare la straordinaria natura di rete dell'intero Campo Trincerato di Roma, sono 15 forti collocati a raggiera, distanti gli uni dagli altri in media 3 km e baricentrici tra le mura del centro storico ed il raccordo anulare. Sono 10 anni che studio la possibilità  di una Circolare Aerea dei Forti per Roma. Pensate che il colossale investimento pubblico per l'istituzione e la difesa di Roma Capitale che fu fatto alla fine dell'800 per la costruzione di questa poligonale di forti non servì a nulla perchè quando furono terminate le ultime fortificazioni militari, già nella guerra italo-turca (1911-12) la nascita dell'aviazione militare né vanificò completamente i principi di difesa balistica. Forse quell'investimento pubblico per Roma potrebbe tornare straordinariamente utile dopo più di un secolo … magari per la candidatura delle Olimpiadi.” (http://www.funivia-roma.it/home.htm (vd. sezione Tesi di laurea), http://www.campotrinceratoroma.it)

Possiamo ipotizzare l’integrazione delle funivie urbene con un sistema di orti sui tetti delle case e impianti per fonti alternative di energia?

Se le aree urbane più densamente edificate potessero ricoprire completamente le coperture piane degli edifici con orti pensili in serre fotovoltaiche, gli isolati urbani si trasformerebbero in vere e proprie isole produttive che potrebbero essere collegate al resto del tessuto urbano con le funivie urbane ed i forti potrebbero diventare dei formidabili farmers market a KM ZERO. Per non parlare dei nuovi mestieri di agricoltura urbana che si offrirebbero ai giovani. Un progetto di questo tipo è stato presentato per Roma alla Casa dell'Architettura in occasione della Prima Festa dell'Architettura di Roma (Giugno 2010) con l'evento AMOROMA 02020 - I Love Rome Zero Emission 2020. L'anno successivo, anche in base ad una sollecitazioni date dagli ultimi resoconti FAO che esortavano allo sviluppo dell'agricoltura urbana per l'urbanesimo inarrestabile sopratutto nelle aree in via di sviluppo, è nata anche una Eco Cluster Cooperation - MEDITERRANEAN WATERFRONT da me coordinata (Università del Molise) che sta creando una rete di centri di ricerca e interazioni in tutta l'area mediterranea.” (http://www.casadellarchitettura.it/notizie/12486.aspx , http://www.mediarch.it/?cmd=showmedia&mdid=715 , http://www.mediarch.it/?cmd=showmedia&mdid=335 )

E’  possibile l’integrazione con un discorso più complessivo delle reti urbane?

Per il project financing ed una gestione economicamente sostenibile è fondamentale che la funivia urbana sostenga flussi continui di utenza. La funivia in ambito urbano deve assolutamente integrare le altre reti di trasporto esistenti collegando tra loro stazioni, fermate e aree di sosta (ferroviarie, metropolitane, bus e tram, terminal di pulman, traghetti, aeroporti, porti, parcheggi), tutti attrattori che generano flussi consistenti di persone.” ( http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-e5d38632-4fe3-4aa1-ac50-dbf5a12d4e6e.html , http://it-it.facebook.com/note.php?note_id=170920012941982 )

Alessandro Ranieri

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