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Protesta lavoratori Wasteels: continuano occupazione tetto, manifestazioni e sciopero della fame

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Roma, 1 dic 2011- La Wasteels perde l’ultimo treno in gestione e licenzia 183 operai. Dall’11 dicembre, 183 operai della Wasteels International Italia, resteranno senza lavoro. L’azienda, specializzata nella gestione dei servizi sui treni notturni con cuccette, fino a poco tempo fa aveva in appalto numerose linee tra l’Italia e l’Europa; negli anni si è vista pian piano togliere una linea dopo l’altra fino ad arrivare a gestire le sole Roma-Parigi e Venezia-Parigi. Ora Trenitalia ha deciso di rescindere unilateralmente l’accordo, togliendo anche le ultime due corse e costringendo l'azienda a licenziare i suoi operai.

wasteels_1I lavoratori, da alcuni giorni, stanno portando avanti una protesta per chiedere a Trenitalia ed alle istituzioni risposte sulla loro tragica situazione. Hanno organizzato manifestazioni, banchetti informativi e volantinaggio, inoltre due di loro, Federico e Roberto, hanno deciso di occupare il tetto dell’ufficio di competenza all’interno di Roma Termini iniziando anche lo sciopero della fame che oramai va avanti da sei giorni. Abbiamo incontrato Federico per farci spiegare meglio la situazione.

Puoi descriverci la situazione che state vivendo?
" Ci troviamo sopra questo tetto che da sul binario 1 di Roma Termini per un’azione di protesta che io e Roberto, supportati da tutti i nostri colleghi di Roma, abbiamo iniziato 5 giorni fa. Il signor Moretti, amministratore delegato di Trenitalia ha deciso di togliere alla nostra azienda, la Wasteels International Italia, gli unici due treni che ancora aveva in appalto, il Roma Parigi e il Venezia Parigi. La gestione di queste linee è stata ceduta alla francese Veolia, con un'operazione senza alcuna valenza economica se non per la Francia che avrà altri posti di lavoro. Non scenderemo da qui fin quando non avremo risposte concrete dalle istituzioni e dalla stessa Trenitalia." 

Quanti operai rischiano di restare senza lavoro?
"Non è un rischio ma una certezza. Dal giorno 11 dicembre non avremo più il nostro lavoro. Siamo in 182 tra Roma e Venezia."

wasteels_2Avete avuto un preavviso ?
"Ad ottobre hanno informato la Wasteels che purtroppo, perdendo gli appalti, ha dovuto mandarci la lettera di licenziamento. Il contratto è stato rescisso unilateralmente da Trenitalia e la nostra ditta non ha potuto far nulla." 

La vostra azienda, aveva operai anche in altri paesi europei ma per loro le cose sono andate diversamente
"La Wasteels, fino a poco tempo fa gestiva molte linee ferroviarie in parecchi paesi Europei. Man mano che l’azienda perdeva le linee appaltate, gli operai del posto venivano assorbiti dalle compagnie ferroviarie dei vari stati. Così la Sncf Francese ha assunto tutti i lavoratori e lo stesso è stato fatto con i tedeschi e gli austriaci. Purtroppo in Italia le cose non vanno mai come dovrebbero andare, da noi i problemi son sempre più gravi………"

Avete un sito o un blog, dove seguire la vostra situazione?
"Abbiamo un blog ( http://blog.libero.it/TreniNotte/) dove si possono trovare tutte le informazioni sulla nostra battaglia."

wasteels_3Come intendete portare avanti la vostra protesta?
"Noi resteremo qui su questo tetto, altri colleghi stanno manifestando. C’è un nostro picchetto in via Giolitti, dove facciamo anche volantinaggio informativo. Abbiamo inoltre proclamato uno sciopero di tutto il personale nei giorni uno e due dicembre."

Siete riusciti a parlare con qualche interlocutore politico?
"No, ed è una scelta, perché crediamo che in Italia, in questo periodo, la politica possa far poco. Non vogliamo dare vetrine a qualche politico che verrebbe qui sul tetto per prendersi foto e farsi pubblicità. Siamo qui da 5 giorni, facciamo lo sciopero della fame; la nostra è una battaglia seria non una passerella per politici."

Avreste però un messaggio da mandare ai politici?
"Direi loro di mettersi una mano sulla coscienza. Ho 50anni, un figlio di 15 anni ed una figlia di 19 che quest’anno ha iniziato l’università ed alla quale dovrò dire, mio malgrado, di smettere di studiare. I nostri politici ci hanno riempito la testa dicendo che i giovani saranno il nostro futuro ma mi domando: Come posso crescer mia figlia e farla diventare parte di questo futuro se non posso nemmeno farla studiare? Ritrovarsi in questa situazione, senza lavoro e senza uno stipendio a 50anni non è facile……"

La situazione di queste persone è drammatica, 183 operai che da Dicembre saranno senza lavoro, senza un reddito. Girando per la città, diventa sempre più facile trovare picchetti e proteste di gente che perde lavoro, che perde il futuro. Una gestione scellerata del paese, fatta di nepotismo, incapacità ed ingordigia, ha messo in ginocchio migliaia di famiglie. I nostri governanti, vecchi e nuovi, chiedono sacrifici ma che sacrificio si può chiedere a chi non ha più nulla? Cosa si può chiedere ad un uomo come Federico che non ha più uno stipendio e che ha dovuto far lasciare l’università alla figlia? Il tempo sta scadendo e la politica deve dare una netta sterzata alla sua azione; o si comincerà ad amministrare bene, iniziando una equa redistribuzione delle ricchezze o ci si ritroverà in una situazione non più gestibile. Quando avranno tolto tutto ai ceti più bassi, quando ogni strada sarà un presidio per licenziati e nullatenenti, da chi prenderanno i fondi? A chi chiederanno sacrifici?

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Fabrizio Cascapera

 

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