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Casa Lazio-Bob Lovati, ancora proteste. Antonini: “Il Parco non si tocca”

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Roma, 28 gen 2012 – Nuova mattinata di mobilitazione per il comitato Salviamo il Parco di Colli d’Oro che da un mese circa si batte contro la costruzione di Casa Lazio Bob Lovati nell’area verde del quartiere di Labaro, Roma Nord.

DSC_0476Un movimento di protesta che con il passare del tempo ha visto il moltiplicarsi in maniera esponenziale delle adesioni: la raccolta firme, in atto in modo incessante e capillare, ha già oltrepassato quota mille e gli ormai consueti appuntamenti nel Parco del sabato mattina vedono un numero sempre crescente di partecipanti. 

Per costruire un Palazzetto dello Sport di proprietà della società sportiva Lazio Volley – si legge in un documento firmato dal Comitato – si vuole privare noi cittadini del Parco del Labaro, un ‘polmone verde’ caro a tutti noi in quanto un ricordo dell’unica e antica pineta che sorgeva in questi lidi, nonché scenario del meraviglioso docu-film “Noi e i bambini” di Luigi Comencini”.

Il Comitato contesta il progetto reo di abbattere 103 alberi del Parco per far posto “ad una costruzione in cemento con relativi servizi molto invasivi: vasti parcheggi –  spiegano i manifestanti -  strade di accesso agli impianti e ulteriori strutture accessorie”.

Nella mattinata è intervenuto, per la prima volta, al presidio anche il Consigliere del Municipio XX e vice-presidente di Casapound Italia, Andrea Antonini che ai microfoni di Lungotevere.net ha annunciato quale posizione prenderà in merito alla vicenda: “Casapound si schiererà assolutamente in favore dei cittadini come fa sempre. Ci siamo permessi di far presente che qui ci troviamo di fronte ad una questione che sta già in stato avanzato di lavorazione con iter amministrativi completati e permessi a costruire: per questo bisognerà seguire necessariamente una linea che coinvolga tutte le parti affinchè qualcuno non possa rivendicare diritti acquisiti,nella fattispecie i concessionari."

DSC_0479"Casapund si farà promotore e fautore di un incontro con tutte le parti per provare a dare una soluzione pratica ad un problema che è pratico. Per quanto ci riguarda – conclude Antonini – questo parco non dovrebbe essere toccato e siamo disposti a difendere ognuno di questi alberi mettendoci la faccia, le energie e tutto il nostro solito slancio”.

Il Comitato che chiede che i cittadini siano considerati parte attiva nelle decisioni circa l’utilizzo del territorio pubblico, attraverso la raccolta firme chiede che nessun albero sia tagliato, che i lavori vengano bloccati e che la destinazione d’uso del parco venga mutata da “area verde attrezzata” a “parco pubblico” al fine di salvaguardare l’ultimo baluardo di verde della Pineta del Labaro.

“Continueremo con la raccolta firme e con la campagna ‘Adotta un albero’ per raccogliere fondi a sostegno delle spese legali  ormai necessarie.  Ad oggi - hanno detto a Lungotevere.net i rappresentanti del Comitato - dalle istituzioni municipali ancora non abbiamo avuto alcuna risposta ma cercheremo di avere al più presto un incontro con chi vorrebbe far sorgere il Palazzetto proprio qui. Continuiamo a muoverci su una linea assolutamente  civile e legale, non siamo per atti di diverso tipo: siamo molto soddisfatti – conclude il Comitato – della risposta della cittadinanza che oggi è ben consapevole della situazione a cui il quartiere potrebbe andare incontro”.  

Sara Mechelli

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