Roma, 21 feb 2012 - I lavoratori della Rail Service Italia, ex Wagons Lits, in Cassa Integrazione straordinaria da 6 mesi (dopo 2 di ordinaria) hanno occupato la fabbrica di via Umberto Partini a Roma. Si tratta di 59 operai: (33 metalmeccanici, 26 dei trasporti), addetti alla manutenzione dei Treni Notte che spiegano “da mesi non percepiamo il reddito che ci è dovuto e a settembre, quando scadrà la Cassa Integrazione, rischiamo di rimanere senza lavoro. La nuova proprietà, Barletta Srl, ha bloccato la produzione e vuole dismettere la fabbrica per realizzare abitazioni e centri commerciali: Barletta srl – spiegano sul sito gli operai - ha rilevato l’azienda nel 2008 e, nonostante il lavoro non mancasse, ha deciso di cessare l’attività. Vogliono fare una speculazione edilizia per fare profitti facili, distruggendo il nostro lavoro. Grazie al cosiddetto ‘Piano Casa’, approvato da Governo, Regione Lazio e Comune di Roma, nelle aree industriali oggi è possibile costruire a fini residenziali senza oneri concessori (senza spese per cambi di destinazione d’uso). Vogliono distruggere delle officine storiche, ancora funzionanti, per costruire palazzi e realizzare un grande affare. Tutto ciò a ridosso della Nuova Stazione Tiburtina che, invece di rilanciare il lavoro dell’indotto ferroviario, produce solo speculazione e disoccupazione. Noi abbiamo un’altra idea. Impedire il cambio di destinazione d’uso. Salvare le Officine di via U. Partini, per salvare il lavoro e impedire un’altra speculazione”. Gli occupanti chiedono inoltre che l’attesa dei pagamenti, che dura ormai da sette mesi, cessi: “Nonostante gli accordi e le denunce Barletta srl non ci ha mai pagato l’anticipo della Cassa Integrazione ordinaria e impedisce l’anticipazione da parte dell’INPS della Cassa Integrazione straordinaria”.
I lavoratori della RSI non risparmiano critiche alla società delle Ferrovie dello Stato “La responsabilità strategica della nostra crisi è di Trenitalia – si legge nel comunicato - La scelta dell’AD Moretti di investire solo sull’Alta Velocità e di chiudere il servizio dei Treni Notte ha dato il via al licenziamento di 800 persone in tutta Italia. Per questo dal 24 novembre stiamo sostenendo i lavoratori che hanno occupato lo stabile di RSI di via Prenestina a Roma e i colleghi che a Milano sono saliti sulla torre della Stazione Centrale. La nostra è una lotta comune.” Gli operai coinvolti nell’occupazione chiedono alle istituzioni di dar loro delle certezze sia sulla tutela dell’area di via U.Partini sia sul proprio futuro occupazionale.
Sulla vicenda è intervenuto Andrea Alzetta, di Roma in Action e Consigliere Capitolino che ha espresso solidarietà agli operai e ha duramente criticato le scelte di Trenitalia: “L'occupazione di questa mattina da parte degli operai della fabbrica di Via Partini, è un atto coraggioso a cui va tutto il mio sostegno. Soprattutto perché ci mostra, con molta chiarezza, che dietro i costi sociali di questa crisi economica si nascondono gli interessi della rendita immobiliare e un'idea di società ingiusta”. Incalza il noto promotore di battaglie sociali e occupazioni romane: “la chiusura della fabbrica, che si occupava della manutenzione dei treni notte, è dovuta alla scellerata scelta di Trenitalia di chiudere il settore e di ripensare il trasporto ferroviario nella sola direzione dell'alta velocità, rendendo di fatto impossibile l'utilizzo dei treni ad intere categorie di popolazione prima garantite dall'esistenza dei treni notturni. È un'idea di mobilità elitaria quella che Trenitalia sta perseguendo e che i lavoratori da oggi in occupazione stanno contestando assieme alla rivendicazione del loro posto di lavoro e del pagamento della Cassa Integrazione”.
Nelle mire di Alzetta, in sintonia con quanto sostenuto dagli occupanti, anche il Governo, la Giunta della Regione Lazio e quella di Roma Capitale rei, secondo il Consigliere, di aver approvato un Piano Casa “che incentiva la speculazione immobiliare nelle aree industriali. In questo modo, si sollecitano gli imprenditori a dismettere le fabbriche indirizzando i loro affari verso la rendita immobiliare. Assieme al dramma dei lavoratori e delle lavoratrici lasciati senza alcuna garanzia di reddito e di lavoro, è un'idea odiosa di città e di società quella che vogliono imporci. Per questo motivo – conclude Alzetta - l'occupazione della fabbrica di questa mattina è molto più che un semplice gesto di denuncia: è un segnale chiaro alla cittadinanza, alle istituzioni e ai poteri forti della città e del Paese, per riprendere in mano quello che ci viene ingiustamente strappato”.
http://occuparsi.wordpress.com
la denuncia di Tonino d'Annibale
Monday, May 20th
Last update01:40:18 PM GMT
Notizie Flash:







