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Discariche alle porte di Roma? I cittadini urlano no!

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manifestazione_no_discaricheRoma, 12 mar 2012 – Alcune centinaia di persone questa mattina si sono ritrovate davanti al Ministero dell’Ambiente per protestare contro l’ipotesi di aprire le discariche che dovranno sopperire all’imminente chiusura di Malagrotta nei territori di Riano-Quadro Alto e San Vittorino-Corcolle. Mentre nella sede del Ministero in via Cristoforo Colombo era in corso il vertice fra il Ministro Corrado Clini, il Sindaco, Gianni Alemanno, la Presidente della Regione Lazio Renata Polverini, il Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti ed il Prefetto e Commissario per la chiusura di Malagrotta, Giuseppe Pecoraro, fuori i comitati invitavano le istituzioni ad un confronto con i cittadini, alla sospensione di tutti i procedimenti per la realizzazione delle discariche in luoghi non idonei e alla ricerca di soluzioni diverse piuttosto che di siti alternativi. 

Al suo arrivo al Ministero dell’Ambiente il Prefetto Pecoraro aveva già escluso l’eventualità di un ripensamento “da parte mia non ci può essere alcun ripensamento sui siti, anche perchè allo stato nessuno è in grado di dare alternative. Gli impianti di trattamento - ha proseguito Pecoraro - devono funzionare a pieno regime, altrimenti non hanno ragione di esistere. Portare rifiuti tal quale nelle discariche significa commettere qualcosa di illecito e - ha concluso il prefetto - nè io nè gli altri vogliamo farlo”.

Ma tra i manifestanti la convinzione che un’alternativa più giusta sia possibile è radicata: “la prima problematica delle discariche del Lazio – ha detto Paolo Emilio Cartasso del Movimento NO Discariche, ai microfoni di Lungotevere.net – è che da anni si parla di fare la raccolta differenziata ma ancora non ci siamo arrivati: in una Città come Roma c’è bisogno di anni per educare i cittadini ad organizzarla.

Nel  frattempo  si ricorre alle emergenze e – attacca Cartasso - quando si è creata la Società Ambiente Lazio s.p.A., il cui 49% è dei privati, si è pensato di dividere il business dei rifiuti del Lazio in due: da una parte la Colari, con la possibilità di sfruttare Riano e Pian dell’Olmo come alternative a Malagrotta, e dall’altra Ambiente Lazio che ha messo gli occhi su San Vittorino-Corcolle. Questa è stata  dichiarata in due giorni dai tecnici del Commissario straordinario come sito più idoneo, una scelta che proprio perché fatta da un Commissario,  ha sollevato dalle responsabilità la Regione, il Comune e la Provincia”.

pupazzi_Alemanno_PolveriniMa l’esponente del Movimento No Discariche getta un’ombra anche sull’incontro in corso al Ministero: “Visto che il mandato di delega al Commissario e Prefetto Pecoraro, prevedeva la tutela della salute e dei beni e dato che questa scelta, presa in modo frettoloso, in conferenza servizi non è stata accettata dall’Autorità del Bacino del Tevere, dalla Provincia di Roma e dalle sovraintendenze,  la Polverini ed il Prefetto sono ricorsi al Ministro per salvare la faccia, se avessero fatto marcia indietro avrebbero perso di credibilità”.

A farne un problema di natura sociale oltre che di salute e tutela dell’ambiente è Fabio Lupi di Riano No Discarica: racconta come il territorio rianese viva ormai da mesi la minaccia della discarica: “Riano vive la possibilità di una discarica come un dramma:  già le famiglie sono duramente colpite, le aziende edilizie stanno affrontando una crisi senza precedenti licenziando i nostri ragazzi; le agenzie immobiliari stanno chiudendo perché nessuno vuole comprare o affittare una casa in un territorio dove potrebbe sorgere una discarica. Siamo qui  - prosegue Lupi - per scongiurare un disastro ecologico del futuro ma anche per evitare una catastrofe lavorativa, economica e sociale nel presente: tutta Roma Nord e la Valle del Tevere risentirà di questo degrado ambientale e civile senza pari”.

Nel corso della mattinata i Comitati hanno consegnato al ministro una documentazione alternativa a quella portata dalle Istituzioni: “abbiamo presentato un dossier fatto di analisi tecniche messe a punto da geologi di zona che dimostrano come i documenti portati dalle Istituzioni al tavolo di oggi siano falsi, copiati dai documenti già depositati dall’azienda Colari, proprietaria di Malagrotta.Ci aspettiamo – conclude Lupi - che vengano letti i nostri documenti e confrontati con i loro, solo così sarà possibile prendere la decisione giusta, l’unica possibile: non fare la discarica a Riano e possibilmente non farla da nessun altra parte”.

La prossima riunione fra le massime istituzioni è fissata per il 22 marzo, giorno in cui si prenderà una decisione soprattutto in merito alla possibile discarica di Corcolle, a ridosso di Villa Adriana, sito dichiarato dall’UNESCO patrimonio dell’umanità.

Sara Mechelli
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