Roma, 11 apr 2012 – La libera comunità cittadina SoS Discarica Riano, nata per contrastare il progetto di collocare una discarica in quella parte del territorio romano, ha diramato una lettera aperta indirizzata al Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, in merito alla posizione che l’ente intende assumere nei riguardi dell’ipotesi che Pian dell’Olmo diventi uno dei siti temporanei che dovranno sostituire Malagrotta nello smaltimento dei rifiuti della Capitale.
Una missiva che arriva a meno di ventiquattro ore dal sit-in organizzato dai comitati anti discariche davanti al Ministero dell’Ambiente in occasione della riunione che si svolgerà negli uffici di via Cristoforo Colombo domani alle ore 15.
“E’ un’occasione – spiega il Comitato SoS Discarica Riano - che la Provincia di Roma ha, per il tramite dei suoi Dirigenti, anche in vista della candidatura PD a governare la Capitale d’Italia, per far sapere a tutti in modo non ambiguo che i principi guida della sua linea d’azione sono in via primaria gli interessi della cittadinanza”.
Il Comitato nonostante il Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, abbia definito i siti di Quadro Alto e Procoio Vecchio-Pian dell’Olmo non idonei a divenire luoghi di discarica per i rifiuti di Roma, è preoccupato “da alcune esternazioni – si legge nella lettera – ‘fuori dal coro’ di matrice PD: ci riferiamo – spiegano i promotori di SoS Discarica Riano - nello specifico a posizioni espresse in favore di Pian dell’Olmo quale ipotesi di discarica temporanea, molte delle quali fuoriuscite dallo stesso ambito della Provincia.
Riteniamo – continua la missiva - che questa ipotesi mantenga inopportunamente alimentate forti tensioni sociali su una popolazione già duramente provata da molti mesi di legittima opposizione, e chiediamo che su di essa venga resa ufficialmente chiarezza. Consideriamo che questo sia un atto dovuto, essendo ormai ben evidente come le ‘soluzioni’ precedentemente indicate dalla Regione Lazio – fra di esse Quadro Alto e Pian dell’Olmo – risultino inidonee e illegali, nonché scelte senza il supporto delle necessarie valutazioni ambientali e di rilievi preventivi bensì sulla base di meri ‘riferimenti bibliografici’ (come candidamente ammesso pochi giorni fa dall’Ing. Moretti, tecnico del prefetto Pecoraro, di fronte alla Commissione Ecomafie).
Il momento decisionale è imminente – prosegue il Comitato - e mai come adesso è inderogabile essere cristallini sul fatto che la salute dei cittadini di Riano e la tutela del loro territorio devono essere al di sopra e al di fuori di ogni logica e compromesso politici. I cittadini tutti, indipendentemente dal loro orientamento politico individuale, si stanno battendo da mesi per questo, lo deve adesso manifestare apertamente la Provincia di Roma, schierandosi insieme ai cittadini dalla parte della legalità e della civiltà, affermando in tal senso senza mezzi termini che sia Quadro Alto che Pian dell’Olmo non si devono toccare”.
I cittadini di Riano uniti in SoS discarica inoltre contestano definendola strumentale e fortemente cercata la dichiarazione di un’emergenza rifiuti a Roma: “strumentale perché – spiegano - ha senso usare la parola ‘emergenza’ quando è un grave ed imprevedibile accadimento a determinarla, come una calamità naturale o qualsivoglia causa di forza maggiore. Nel caso dei rifiuti a Roma, invece, la situazione che si è venuta a creare è unicamente scaturita dall’immobilismo istituzionale, che ha omesso negli anni di predisporre ed attuare per tempo i provvedimenti atti a prevenire un problema, nonostante su Malagrotta pendesse dal 2007 la procedura di infrazione e messa in mora istituita dalla Corte Europea di Giustizia, preferendo rifugiarsi in un meccanismo di continua proroga alle proroghe.
E’ non veritiera l’emergenza – inclazano - perché se tale fosse stata quando ormai quasi un anno fa è stata dichiarata, le strade di Roma sarebbero già da tempo ridotte come lo erano quelle di Napoli alcuni mesi or sono”.
Il Comitato SoS Discarica Riano porta all’attenzione del Presidente della Provincia anche l’esigenza di superare il ‘modello Malagrotta’: “una fabbrica di percolato e di diossina, un mostro che uccide la gente e l’ambiente: chiuderla per aprirne un’altra da un’altra parte significherebbe semplicemente trasferire l’illegalità in un altro territorio, dando inizio altrove a ciò che non si può e non si deve continuare a fare.
Non v’è dubbio che la risibile percentuale di raccolta differenziata e il deficit degli impianti di trattamento meccanico-biologico e di compostaggio a Roma non diano attualmente scampo al gravame delle oltre 2700 tonnellate di rifiuto indifferenziato giornaliero che vengono tuttora smaltite a Malagrotta, e che “tal quale” verrebbero riversate in qualsivoglia altra discarica si pensasse di allestire.
Ecco perché no Quadro Alto, ecco perché no Pian dell’Olmo, ecco perché no discariche in altri luoghi: non si può continuare a ragionare su provvedimenti che ricadrebbero sulla vita delle comunità cittadine, sull’economia di un vasto territorio, sulla compromissione dell’ambiente, nonché sulla salute della gente che, ci peritiamo di ricordare, è uno dei diritti primari sanciti dalla Costituzione Italiana. Ci aspettiamo, Presidente Zingaretti, – chiede SoS Discarica Riano - che la Provincia di Roma si faccia portavoce di questi diritti, rendendosi al tempo stesso promotrice e sostenitrice di cicli virtuosi che valorizzino i rifiuti a risorsa economica e ambientale. Ribadiamo – conclude il Comitato - come cittadini il nostro bisogno e il nostro volere di legalità; se siamo in Europa dobbiamo agire come l’Europa, senza deroghe. E se c’è un immediato pre-emergenziale da gestire, sono disponibili provvedimenti transitori senza bisogno di mutilare nuovi territori, come ad esempio la soluzione adottata da Napoli, che si è rivelata fattibile, attuabile in tempi rapidi, e ha risolto un’emergenza già in atto, risultando al tempo stesso anche economicamente vantaggiosa”.
Un’altra lettera con le medesime motivazioni ed istanze è stata mandata anche al Partito Democratico di Riano.
Il movimento SoS Discarica si ritroverà domani alle ore 15 sotto al Ministero dell’Ambiente per manifestare ancora una volta la propria contrarietà all’individuazione di Quadro Alto o Pian dell’Olmo come siti in cui porre discariche temporanee e per ribadire la necessità di un ciclo dei rifiuti che scongiuri ulteriori disastri ecologici e pericoli per la salute dei cittadini.
S.M.
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