Roma, 23 mag 2012 – Sembrerebbe volgere al termine la diatriba sui siti che dovranno sostituire la discarica di Malagrotta sempre più vicina alla chiusura: il Governo presieduto da Mario Monti ha infatti dato l’ok all’esproprio della cava che sorge a 700 metri da Villa Adriana a Tivoli, un lasciapassare che consentirà al Prefetto, Giuseppe Pecoraro, di poter avviare l'iter per la gara d'appalto europea per la costruzione e gestione della nuova discarica a Corcolle.
Il Presidente del Consiglio, nel rinnovare la fiducia a Pecoraro, ha espresso il proprio convincimento che il Commissario saprà salvaguardare con le opportune opere le falde acquifere ed evitare altre forme di inquinamento dell'ambiente, assicurandosi che nella discarica venga depositato solo materiale già trattato.
Ma la scelta di Corcolle sembra non piacere ai più, l’area sorge infatti a ridosso di Villa Adriana che dal 1999 è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità: “Villa Adriana – si legge nelle motivazioni del riconoscimento dell’UNESCO - è un capolavoro che riunisce in maniera unica le forme più alte di espressione delle culture materiali dell'antico mondo mediterraneo. Lo studio dei monumenti che compongono la Villa Adriana ha svolto un ruolo decisivo nella scoperta degli elementi dell'architettura classica da parte degli architetti del Rinascimento e del Barocco. Essa ha, inoltre, profondamente influenzato un gran numero di architetti e disegnatori del XIX e del XX secolo”.
Pronta a dar battaglia affinchè la nuova discarica non sorga a Corcolle è Italia Nostra che ha già fatto sapere che ricorrerà contro tale scelta in tutte le sedi, intanto il Presidente Carlo Ripa di Meana ha annunciato che presenterà domani un esposto alla Procura della Repubblica perchè “non riconosce la validità della documentazione presentata al primo ministro, Mario Monti, dal commissario Pecoraro per 'incompletezza e omissione di atti di obiettivi’.”
Sul piede di guerra anche il movimento ‘Salviamo Villa Adriana’ capitanato dal principe Urbano Barberini che ha annunciato la mobilitazione in difesa della storica residenza da parte dei luminari di tutto il mondo pronti a dare il loro contributo alla causa.
A sottolineare le criticità di un’eventuale realizzazione della discarica a Corcolle è stato Gianni Innocenti, presidente del circolo Legambiente di Tivoli e portavoce del comitato 'Uniti contro le discariche’ che ha spiegato come sotto il sito individuato sia presente il condotto dell’Acqua Marcia, che alimenta le case della parte Est della Capitale.
“Questi – ha detto Innocenti - non sono dati dei comitati ma sono le preoccupazioni espresse dalla stessa Autorità di Bacino del Tevere che per ben due volte ha espresso parere negativo all'utilizzo di quella cava come discarica. Secondo noi sussiste il pericolo inquinamento delle acque perchè non crediamo che in quel sito arriveranno solo rifiuti trattati, come non crediamo che si stia progettando una discarica provvisoria. Se è vero – ha concluso il presidente di Legambiente Tivoli - che il progetto prevede una spesa di 30 milioni di euro per attrezzare la cava questa ci sembra una vera e propria follia”.
Intanto sul piano politico il ‘No’ a Corcolle, seppur accompagnato da una polemica politica fra il PD e PdL capitolini, sembra essere trasversale e andare oltre i confini nazionali: sono già 77 gli Europarlamentari di diversi Paesi membri dell’Unione Europea che hanno sottoscritto un appello a Monti affinchè si scongiuri l’eventualità di una discarica a Corcolle “Considerare prioritaria la salvaguardia delle aree limitrofe a Villa Adriana rappresenta, per la storia e la cultura europea – hanno detto da Strasburgo - la difesa di un patrimonio di inestimabile valore”.
Si è detto “Contrarissimo” alla scelta di Corcolle il Ministro per i beni culturali, Lorenzo Ornaghi: “Come ho già ribadito più volte sia in sede di Consiglio dei Ministri sia in sede pubblica, i vincoli paesaggistici e archeologici che insistono su quell'area non sono derogabili per nessun motivo. Non possiamo permetterci un'ondata di legittime critiche internazionali. Per il bene del Paese, Villa Adriana e il suo ambiente naturalistico storico – ha concluso Ornaghi - non possono essere sfregiati”.
S.M.
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