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ACEA, centomila emendamenti bloccano le delibere

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Alemanno_pacchi_delibereRoma, 6 giu 2012 -  “Nun se po’ fa”. Lapidaria l’espressione del Sindaco Gianni Alemanno e simbolica di quanto sta accadendo in questi giorni in Campidoglio. La conferenza stampa di ieri mattina, sull’approvazione del bilancio 2012 e sulla questione ACEA, ha chiaramente espresso i dissensi della maggioranza. Le famose delibere 31 e 32 continuano a far parlare. Un Consiglio Comunale bloccato e l’affare idrico romano che non procede.

Molto dure le parole di Alemanno sull’ostruzionismo portato avanti dall’opposizione. “E’ vergognoso il blocco dei lavori dell’Aula. In una situazione di crisi come questa è doveroso per tutti portare avanti una città come Roma”. Forse in pochi sanno che i gruppi di minoranza capitolina, fortemente contrari a cedere parte dell’azienda municipalizzata, hanno presentato 100.801 emendamenti e 52.066 ordini del giorno in merito alle delibere 31 e 33. PD, Gruppo Misto, La Destra e Sel i partiti che contestano la scelta di vendere. La soluzione è, secondo le minoranze, ripublicizzare la società che rappresenta un fiore all’occhiello e non fare cassa vendendo un bene comune.

Un calcolo ottimistico per deliberare su tutto quello che è stato presentato comporterebbe 70 votazioni ogni ora, per cinque sedute a settimana che porterebbero il Consiglio a finire in non meno di sette mesi. Mai nella storia della città erano stati presentati tanti “ostacoli” a solo due delibere.  Ovvia conseguenza: caduta della Giunta e commissariamento di Roma prima del tempo. “Non ci spaventa trascorrere l’estate in aula” – ha commentato Alemanno. Ma il problema non è passare l’estate in aula, la preoccupazione è lasciare la Capitale in balia del niente. Senza investimenti, senza un bilancio approvato una città “muore”, o peggio, non funziona. Attorno al futuro di Acea per ora c'è una sola certezza: la volontà del Campidoglio di cedere il 21% della società. “Rilasciare una quota comporterebbe un risanamento economico delle casse comunali e soprattutto restituirebbe luce ad un titolo che da qualche anno vacilla in borsa. Per non parlare poi di un bilancio che deve essere approvato nel più breve tempo possibile” – ha sottolineato l’Assessore al bilancio, Carmine Lamanda.

A stare a guardare i numeri l’ACEA Spa nel mercato azionario ha perso oltre 10 punti in cinque anni, solo oggi l’apertura è stata di un -2,16%. In poche parole se qualche aceabanchianno fa un titolo della ditta municipalizzata costava oltre 15 euro, oggi ne vale solo 3,9. Un dato allarmante questo, che prova una situazione di disagio per una ditta pubblica. Il Sindaco Alemanno ha inoltre dichiarato che l’Assemblea Comunale non può ritirare le delibere e non può votarle singolarmente; ciò provocherebbe nel primo caso una sanzione di 50 milioni di euro e nella seconda ipotesi un bilancio vuoto, senza investimenti ne sviluppo.

Quello che noi vogliamo far intendere all’opposizione è che liquidare una parte di una società pubblica non vuol dire privatizzarla. L’operazione di cessione sarà effettuata sotto il controllo di un Comitato di Garanzia e coerentemente con i risultati del recente referendum sulla disciplina del settore idrico” – ha sottolineato il Primo Cittadino. Al termine della conferenza il Sindaco ha voluto precisare che i suoi Assessori e Consiglieri, in Campidoglio, sono coesi e decisi a portare avanti il percorso intrapreso, anche se oggi nella sala Giulio Cesare il Consiglio non ha avuto luogo per mancanza del numero legale da parte della maggioranza.

Damiano Bocchi

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