Roma, 12 lug 2012 - Il Presidente della Commissione Sicurezza di Roma Capitale, Fabrizio Santori plaude all'iniziativa presentata questa mattina dell'Urban Art ma sottolinea la necessità che alla creatività si affianchino azioni di prevenzione e repressione.
"Nel giusto tentativo di limitare i danni, la sola proposta di lasciare spazi alla creatività dei writers, seppur importante, se non è accompagnata da azioni efficaci di prevenzione e di repressione, degni di una grande capitale europea, lascerà la città in balia di danneggiamenti e costi insopportabili.
Ogni anno Roma Capitale - spiega Santori - spende circa 5 milioni di euro per cancellare scritte, graffiti e disegni da monumenti, muri e cassonetti, senza dimenticare il costo del personale per oltre 21 mila ore di lavoro e le spese sostenute dalle aziende capitoline, come ad esempio Atac, per oltre 4 milioni di euro per pulire le vetture delle linee di superficie e le metropolitane.
Danni arrecati alla città, ai privati cittadini, ai condomini romani, alle infrastrutture, ai mezzi e agli edifici pubblici, al patrimonio artistico, architettonico e monumentale, danni che si tramutano in uno sperpero di risorse pubbliche che deve spingere Roma Capitale, come ha già fatto il comune di Milano, a costituirsi parte civile nei processi per imbrattamento, e al tempo stesso adoperarsi affinchè sia costituita una task force specifica sul tema e una banca dati contenente i tag, ossia la firma lasciata dai graffitari, che permetta di identificare i responsabili anche in assenza di flagranza di reato.
Tali decisioni - conclude Santori - si rendono necessarie anche alla luce del fallimento dell’ordinanza sindacale n°38 che, in oltre due anni di vita, ha visto elevare solo 11 violazioni. Per tutti questi motivi è necessario considerare tutte le misure preventive volte ad arginare il fenomeno e non permettere recidive che rendano vane le disposizioni sindacali”







