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cultura - libriChiuso per turno, Massimo Zanettini09/03/2009 Roma, 9 marzo 2009 - Alla libreria Nero su Bianco è stato presentato "Chiuso per turno", scritto da Massimo Zanettini. Il romanzo, edito da Round Robin, è uscito nelle librerie il 26 febbraio nella collana Parole in Viaggio e racconta la storia di un insolito personaggio, inetto, stravagante, mangione. Personaggio tutto umano emblematico di quell'esistenzialismo del dissidio, del distacco dalla realtà, spesso tipico del rapporto dell'uomo contemporaneo con il mondo, Michelangelo (questo il nome del protagonista del racconto) vive in una Parma contemporanea gestendo un ristorante di lusso. Con i tratti di un tipico antieroe, un uomo comune preso dalla gente, forse per questo così simpatico, il protagonista ha alcuni elementi che lo avvicinano ad ognuno di noi: "è difficile a volte per gli uomini seguire una strada virtuosa"dice l'autore "difficile essere coerenti con i propri ideali, con la propria ideologia politica. Il protagonista è un persona normale, comune, uno che non ce la fa a fare quel salto". Il personaggio è infatti pavido, abitudinario, ha una passione smodata per il cibo che forse cela un'insoddisfazione profonda. Sono una serie di fatti sfortunati che la sorte gli offre ad essere per lui possibilità di miglioramento della propria condizione, ma alla fine non riesce a coglierli come dovrebbe, ad uscire dal suo provincialismo. L' attaccamento ai suoi beni, alla quotidianità delle sue cose non gli consentono di fare quel salto oltre il limite."Io sto dalla sua parte"dice l'autore,"gli eroi non mi piacciono. Sto dalla sua parte perché sto dalla parte della gente comune". Leitmotiv del romanzo sono inoltre i dialoghi surreali di Michelangelo con Sandokan, che attraverso i consigli visionari che di tanto in tanto gli offre, è immagine fantastica di quell'eroe che vorrebbe e non riuscirà mai ad essere. Il personaggio viene fuori da solo, travolto dagli eventi, a volte tentando una pallida scelta (come quando decide di fermarsi in Africa), ma in realtà in grado solo di lasciarsi semplicemente vivere. "Il libro si è scritto un po' da solo, io prendevo la strada che seguiva il romanzo. Non avevo in mente dove il personaggio potesse arrivare"spiega l'autore. Molti i rapporti del libro con il cinema e la televisione. "Fantozzi" di Villaggio, "La tragedia di un uomo ridicolo" di Bertolucci, "La grande abbuffata" di Ferreri, "Figth Club" il film di Fincher, "Amici Miei" di Monicelli, ma soprattutto "Spaghetti a Mezzanotte" di Martino con Lino Banfi sono i film a cui l'autore ha fatto riferimento.
Benedetta Casaretti
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