In un recente incontro presso il Club dell'Ambasciata Britannica si è discusso del delicato argomento. E a Londra sostengono la linea dura del governo italiano
Roma, 13 lug 2009 - Non deve sorprendere che i britannici siano interessati a conoscere e approfondire le nuove norme italiane in materia d'immigrazione. Sostengono, infatti, che parte dei migranti entrati illegalmente in Italia finiscano, presto o tardi, per attraversare la Manica e approdare in un paese dove ci sono maggiori opportunità di lavoro, d'integrazione e diritti. Disperati giunti nella Penisola su carrette del mare o a piedi attraverso le Alpi, che lavorano nella Penisola il tanto che gli basta per raccogliere un po' di soldi e tentare l'impresa di superare il Canale passando il tunnel che collega Parigi a Londra nascosti dentro ai Tir o sotto vagoni dei treni merci, e che vanno ad ingrossare le fila degli irregolari (stimati in 500-600mila) presenti in terra d'Albione.
Non è un caso, allora, che in un incontro tenutosi il 7 luglio al Club dell'Ambasciata britannica - un villino immerso nel verde affianco alla storica ambasciata di via XX Settembre - i funzionari di Sua Maestà simpatizzino per la linea dura contro i "clandestini" adottata dal governo. Di tutt'altro avviso, naturalmente, le associazioni filantropiche presenti - Caritas, Migrantes, Arci etc -, il sindacato della Uil ed un esperto di comunicazione delle migrazioni come il direttore del sito ImmigrazioneOggi, Raffaele Miele. Tutte concordi nel ritenere che il ddl approvato in Senato colpisca non solo gli irregolari, ma anche coloro che sono in regola con i documenti. "Con queste norme- ha detto Giuseppe Casucci di Uil Immigrazione- si stabilisce che non tutti sono uguali di fronte alla legge. Già in materia di previdenza e di assistenza - come ad esempio il bonus bebè - gli immigrati non avevano gli stessi diritti degli italiani. Ora però si è creata una vera e propria separazione di status che porterà ad un peggioramento dei rapporti tra immigrati, anche regolari, e cittadini italiani". Dure critiche anche dal mondo cattolico. "Come cattolico sono affranto- ha detto Franco Pittau di Caritas/Migrantes, il centro che realizza dal '91 il Dossier nato per volontà di don Luigi Di Liegro e considerato dai più uno strumento indispensabile per conoscere il fenomeno migratorio nel Nostro paese; Le uniche speranze- ha proseguito Pittau- sono nella mani della Corte costituzionale. E, credo, anche in quelle delle famiglie, che quando si vedranno ‘toccate' dal nuovo provvedimento mi auguro si ribellino". Secondo Pittau, dunque, le famiglie che oggi hanno una badante potrebbero svolgere un ruolo determinante per cambiare leggi e mentalità italiane. Più la Corte costituzionale, che potrebbe mettere fuorilegge alcune norme per vizio di costituzionalità.
L'avvocato Silvia Scopellitti, invece, esperta di diritto dell'immigrazione, ha analizzato, articolo per articolo, il nuovo ddl. "Prima di tutto- ha detto- voglio dire che queste nuove norme si inseriscono nel sistema giuridico in modo non armonico. Ma questa non è più una novità. Sono anni che le cose vanno in questo modo". L'avvocato ha poi parlato dei "pericoli" derivanti dalla nuova norma sui Money Transfert (MT), che obbliga gli sportellisti a schedare gli immigrati che effettuano rimesse all'estero, e a tenere le copie dei documenti per dieci anni. "Assomiglia molto alle norme anti-terrorismo dell'ex ministro Pisanu- ha detto l'avvocato Scoppellitti- ma lì la situazione era diversa. Ora, invece, l'unico effetto di questa norma sarà di foraggiare la nascita di "banche di strada", in mano alla criminalità organizzata". Preoccupa inoltre l'articolo che prevede l'esibizione del permesso di soggiorno (pse) per tutti gli atti pubblici: dal matrimonio fino a contratti come quelli stipulati con chi eroga gas, luce, etc. Tutti atti che secondo gli esperti saranno comunque realizzati, ma nell'ambito di un mercato parallelo, fatto di prestanome a pagamento. Anche in materia di ricongiungimenti familiari e di scuola il ddl crea alcuni problemi. Nel primo caso non basterà più il silenzio/assenso della Pubblica Amministrazione per far proseguire la pratica, mentre nel secondo caso non è chiaro cosa significhi che "lo stato garantisce agli stranieri l'istruzione alla scuola dell'obbligo", che è fino ai 16 anni. E che, quindi, non copre tutto il percorso scolastico dell'alunno - la maturità si ottiene a 18 anni. Il nuovo ddl - per quanto riguarda l'immigrazione - colpirà, secondo gli esperti, non solo gli irregolari, come vorrebbero i sudditi della Regina e, presumibilmente, buona parte degli italiani che hanno votato il centrodestra e la Lega. Ma anche i regolarmente soggiornanti che, senza un intervento della Corte costituzionale, rischiano di diventare cittadini di serie B come lo sono già i cosiddetti clandestini, usati della criminalità organizzata e da chi sfrutta il lavoro nero.
Italo Mastrangeli
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