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post-itDal cuoricino a Il Fatto Quotidiano29/09/2009 29 set 2009 - Raccontano che il primo giornale a regalare un gadget fosse stato, all'inizio degli anni ‘80, Cioè, leggendario giornaletto per adolescenti agitate, che aveva pubblicato il numero settimanale con annessa in regalo una gomma da cancellare a forma di cuore. Passando a testate più nobili, l'Unità di Walter Veltroni fu il primo quotidiano a presentarsi in edicola con un prodotto collaterale a pagamento. Un primo tentativo con le figurine Panini e poi il trionfo dei film in video cassetta. Da allora quotidiani e periodici hanno combattuto la crisi delle vendite, riuscendo anzi ad aumentare il numero delle copie, proponendo di tutto, dalle enciclopedie allo zainetto, dal videogioco al materassino per il mare. Sarà stato questo violento dirottare verso il marketing sfacciato, sarà stato il cambiamento dei gusti dei lettori, ma adesso che il gadget non funziona più (è dal 2006 che i ricavi dalla vendita di collaterali è in brusco calo), che la concorrenza di internet si fa più serrata, che la televisione si mangia una fetta troppo grossa degli investimenti pubblicitari - il 52,7% del totale contro il 20,2% raccolto dai quotidiani e il 15% dai periodici - la carta stampata guarda sbigottita al suo tracollo. E per tentare un disperato rilancio, cerca di conquistare il lettore scivolando verso il gossip, il chiacchiericcio. E' pur vero che sui siti internet dei grandi giornali le notizie più lette e cercate riguardano faccende amorose o scandali di gusto assai morboso, però fa tristezza pensare che i lettori vogliano solo quello. Sicuri? Probabilmente no. C'è voglia, anzi necessità, di leggere sui giornali notizie vere, utili, che aiutino il cittadino a comprendere i meccanismi politici ed economici, che lo aiutino ad essere partecipe del processo democratico. Perché se non sai di cosa si parla, quali sono i problemi da risolvere, quali le possibilità di sviluppo per il tuo paese, cosa te ne fai del diritto di voto? E, a sorpresa, o forse no, a raccontare i fatti, a fare inchieste, a disvelare trame inquietanti nella tela politica ed economica italiana, si vende. E si vende anche tanto. Il Fatto Quotidiano, giornale che ha fatto il suo esordio in questi giorni nelle edicole, ha riscosso un successo straordinario ed inatteso. E' partito con 150 mila copie, di cui 32 mila in abbonamento (risultato di mesi di campagna pubblicitaria su internet), ma il primo giorno le copie sono finite alle nove del mattino nelle edicole di tutta Italia, sicché dal giorno seguente la tiratura è raddoppiata, avvicinandosi ai numeri di quotidiani di lunga e consolidata tradizione come La Stampa o Il Sole 24 ore. Un successo che provocherà invidie tremende (specie in giornali come Il Foglio che vivono di finanziamenti pubblici e non delle poche copie vendute, e dove i redattori de Il Fatto Quotidiano sono odiati oltremodo) ma che segna un ritorno a un giornalismo "vero". Di enciclopedie, dvd e gomme a cuoricino abbiamo riempito le case, ora sarebbe il caso di tornare a scegliere i giornali in base alla qualità e alla serietà delle notizie che scrivono. Filippo Ferrari Bellisario |
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