L'ultimo libro di Federico Rampini, Slow Economy - Rinascere con saggezza, invita ad uno sviluppo controllato e "umano" per uscire dalla crisi. Con un occhio alle soluzioni orientali
Roma, 9 dic 2009 - Dopo il feng shui, il riso basmati, il veganesimo e lo yoga, dobbiamo importare dall'Estremo Oriente anche una nuova "way of life". Lo sostiene Federico Rampini, per anni corrispondente di Repubblica da Pechino, attento studioso della storia antica e recente dei dragoni asiatici e autore di alcuni saggi esemplari sulle rivoluzioni politiche, economiche e culturali che hanno agitato l'Oriente negli ultimi cinquant'anni (Il secolo cinese, L'ombra di Mao, L'impero di Cindia, La speranza indiana).
Nel suo nuovo libro, Slow Economy - Rinascere con saggezza, Rampini prende le mosse dal cataclisma finanziario della stagione 2008 - 2009 per elencare i vantaggi di una ripresa "slow": contenuta, graduale, realistica. E, in alcuni piccoli e grandi accorgimenti, plasmata su modelli di vita e di pensiero propriamente orientali. Dai risciò ecologici e tonificanti che già impazzano in alcune metropoli USA, alle piccole Toyota a ridotto tasso inquinante, dalla sana abitudine di riciclare l'acqua della doccia per lavare i panni o lo yogurt scaduto come lievito per la pasta, al potenziamento dell'industria fotovoltaica per abbattere la dipendenza dalle energie non rinnovabili, sono molti i rimedi d'emergenza che, a breve e lungo raggio, l'Occidente può derivare dall'esempio orientale per darsi un nuovo volto e nuovi obiettivi. Il crac epidemico delle banche e la slavina dell'economia mondiale sono made in USA, sottolinea a più riprese Rampini: gli Stati Uniti hanno smesso la maschera tronfia e benestante esibita per secoli nel confronto internazionale e dipendono oggi più che mai dalle richieste e dai modelli di sviluppo dei nuovi interlocutori economici. Cina e India in testa. "Rinascere con saggezza" significa innanzitutto disintossicarsi dai numeri e dalle statistiche: il mito del PIL gonfiato a furia di investimenti folli ed embarghi spietati ai danni degli "esordienti" deve essere sostituito da un ideale molto più umano. Come il FIL: la Felicità Interna Lorda, che il minuscolo Stato del Bhutan, arroccato sull'Himalaya, ha eletto misuratore di benessere alternativo. Il vero potenziale delle economie fiaccate dalla crisi sono le risorse umane, la casta dei talenti, il coraggio degli imprenditori, la lungimiranza dei politici. Se i Paesi creeranno le condizioni per una coabitazione più civile e sostenibile (incentivi alle imprese, mercato del lavoro aperto e flessibile, allentamento delle frontiere per favorire il riciclo di manodopera e capitali) l'uscita dall'impasse di questi ultimi anni sarà più facile.
E più "slow": non nel senso di una lentezza esasperante ma di un recupero calibrato e sereno della propria credibilità economica e della propria capacità d'azione. L'ottimismo delle giovani mamme indiane che profetizzano un futuro radioso per i loro piccoli a dispetto delle difficoltà e l'umiltà culturale degli strateghi cinesi che sanno captare il meglio dell'inventiva occidentale e replicarlo in serie, sono una bella lezione per il "primo mondo" oggi declassato, prostrato dagli effetti collaterali della sua secolare arroganza. Il decalogo di Rampini non è perentorio né glissa sulle colpe dei "dragoni": l'Oriente in ascesa è anche patria di vessazioni, diseguaglianze, censure e barbarie ecologiche e le sue soluzioni sono difettose al pari delle nostre. Ma sono diverse. Se c'è un valore che il confronto obbligato con le nuove potenze del XXI secolo apporta all'Occidente ferito è proprio la misurazione con una storia, una tradizione e un modus vivendi radicalmente opposti ai nostri. Da cui trarre scampoli di saggezza per costruire un futuro migliore: meno affannoso, individualistico e superficiale. In una parola: più "slow".
Elisa Lorenzini
elisalorenzini@lungotevere.net
Slow Economy - Rinascere con saggezza
di Federico Rampini
Editore: Mondadori
Prezzo: € 17,00