Roma, 17 dic 2009 - E' stato presentato qualche giorno fa alla libreria Bookàbar del Palazzo delle Esposizioni il libro "Piazza Bologna - alle origini di un quartiere borghese" di Eva Masini. Il volume, edito da Franco Angeli, ricostruisce per la prima volta la storia del quartiere di piazza Bologna, dalla nascita nei primi del ‘900 fino ai giorni della liberazione della Capitale, nel 1944.
Il libro, che fa parte di una collana dedicata proprio alla storia dei quartieri "contemporanei" di Roma, rappresenta qualcosa di più profondo di una semplice ricerca di storia locale. E' La stessa autrice a chiarire come, evitando di "restare in un ambito puramente descrittivo", una ricerca di storia territoriale possa essere occasione per "guardare ad alcuni temi fondamentali della storia contemporanea come il Fascismo e la guerra" da una prospettiva diversa. Studiare il territorio per comprendere come i grandi eventi e i grandi sconvolgimenti si ripercuotono sulla società civile: questo l'obiettivo di Eva Masini, per la quale un quartiere non è altro che "uno spettro attraverso il quale leggere la storia per trovare risposte nuove ad alcuni grandi interrogativi". In quest'ottica la scelta di Piazza Bologna è stata quanto mai adatta al fine di gettare nuova luce sul periodo tra le due guerre mondiali. Da "modello" del regime, che ospitava addirittura la residenza del Duce, a bersaglio dei bombardieri alleati, il quartiere di piazza Bologna racchiude in sé tutta la parabola del Fascismo, dagli anni del consenso al suo repentino dissolversi nei mesi, terribili, della guerra e dell'occupazione nazista.
Alla presentazione è intervenuta Lidia Piccioni, docente di Storia Contemporanea all'università La Sapienza e specializzata in storia della città e del territorio, che ha sottolineato la novità rappresentata dal volume su Piazza Bologna nell'ambito degli studi su Roma Contemporanea. Dopo molte pubblicazioni su quartieri popolari, dalla Garbatella a borgata Gordiani, il libro di Eva Masini è stato il primo ad affrontare invece un quartiere prettamente "borghese", seppur molto diversificato al suo interno.
Un lavoro su un'area come quella di piazza Bologna segna senz'altro un passo avanti verso una "riflessione sempre più articolata su Roma contemporanea" ma rappresenta anche una sfida difficile e avvincente per uno storico del territorio, che si trova a contatto con una realtà, per citare le parole della professoressa Piccioni, "molto difficile da acchiappare". Rispetto ai quartieri popolari le aree del "ceto medio" presentano un tessuto sociale molto più frammentato, sono "quartieri più avari di parole" dove è molto complesso intercettare lo spirito e la memoria della comunità. Per fortuna ad aiutare la giovane autrice è stata la provvidenziale scoperta dell'archivio della scuola Fratelli Bandiera, che ha aperto un vero e proprio "squarcio" sulla vita reale degli abitanti della zona.
La presentazione ha avuto anche un ospite d'eccezione, Miriam Mafai, che è intervenuta condividendo con il pubblico le sue impressioni sul libro: "Ho accettato davvero con piacere l'invito a prendere parte alla presentazione. Questo libro è stato una vera scoperta, dalle pagine viene fuori il carattere degli abitanti." La celebre giornalista e scrittrice ha confessato la propria passione per le pubblicazioni che hanno come argomento la storia di Roma e ha ricordato la fondamentale importanza di queste ultime nella ricerca dell'identità stessa della Capitale: "I cittadini romani sono molto orgogliosi del proprio passato ma, in realtà, Roma è una città poco conosciuta, spesso vittima di una serie di luoghi comuni. Ogni quartiere ha la sua identità e la sua storia , ma la città manca di un'identità d'insieme ed è per questo che l'Italia non sempre riesce a sentirla veramente come Capitale. Tutto l'opposto, per esempio, rispetto a quello che succede in un paese come la Francia, dove il sentimento nazionale è fortemente legato alla città di Parigi." Ben vengano, insomma, le ricerche sulla storia di Roma; non solo perché oggettivamente interessanti ma anche e soprattutto perché utili a ritrovare ( o forse a costruire) quell'identità comune che sembra mancare alla Capitale italiana. Identità che è invece quanto mai fondamentale se è vero, come ha affermato Miriam Mafai, che "se una capitale non ha un'identità chiara allora non la ha nemmeno il paese".
Luigi Gaetani d'Aragona
luigigaetani@lungotevere.net
Eva Masini
Piazza Bologna - Alle origini di un quartiere borghese
edizioni Franco Angeli
18.00 euro