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musica e spettacoli - teatroSimone Serini, il faticoso percorso di un giovane attore17/12/2009 Il giovane attore romano racconta le difficoltà e le gioie sul palco e il "suo" spettacolo in scena questi giorni Roma, 17 dic 2009 - E' in questi giorni in scena al Teatro Agorà "Il colpo della strega", una divertente commedia, diretta da Luca Ferrini, frizzante e ricca di esilaranti colpi di scena. Del giovane cast fa parte anche Simone Serini, trentenne attore e doppiatore romano, ormai da quasi dieci anni sulla scena. Una storia Come spiega Simone "il teatro al giorno d'oggi per noi attori ha più fatiche che gioie. Il vero dramma dell'attore di teatro è che oramai non viene più considerato un mestiere, visto che i produttori preferiscono far recitare quelli che io chiamo i ragazzi della tv, i protagonisti di "Amici" o del "Grande Fratello". Sono molto pochi gli attori di teatro che riescono a campare di questo mestiere,quasi tutti gli attori giovani sono costretti a fare altri lavori per mantenersi". Tuttavia i ragazzi come Simone non sembrano farsi scoraggiare da queste difficoltà, lo dimostra anche l'entusiasmo dei suoi compagni d'avventura sul palco. Lui stesso si accende quando gli chiediamo quale siano le soddisfazioni: " le gioie sono grandi ma indescrivibili, bisognerebbe salire su un palcoscenico per poter capire". Quindi tanta fatica ma anche gioie, il nostro non ha nessuna intenzione di rinnegare quanto fatto finora e anzi sembra sempre più deciso a proseguire anche se, ammette, che pur non amando il piccolo schermo "una parte in qualche fiction mi aiuterebbe a fare l'attore senza essere costretto a fare un altro mestiere". Quando gli si chiede cosa ne pensa delle recenti polemiche sui tagli del governo agli aiuti per cinema e teatro la sua risposta è lapidaria: "tagliare i soldi al teatro è come tagliare soldi alla letteratura. Un tempo eravamo una civiltà istruita ora dove andremo a finire?". Dove andremo a finire non si sa, certo è che invece dovremmo andare a vedere The Toilet perché "ci recito io", come dice scherzando Simone, ma anche perché giustamente sottolinea "è una commedia degli equivoci si ride tutto il tempo e in un momento ricco di tensioni e paure come questo credo che ridere faccia bene un po' a tutti". Filippo Ferrari Bellisario
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