Roma, 26 dic 2009 - Cosa succede quando una città passa attraverso le note dell'anima giungendo ad imprimersi suggestivamente su carta? Ritagli di voci e personalità diverse affrontano e raccontano ciascuno a suo modo, storie, ambientazioni, magie e magnetismi della propria città, Roma. Così nasce "Roma per le strade 2", un'insieme di racconti nati dalla commistione e collaborazione di famosi narratori e giovani esordienti del mondo della letteratura. Abbiamo incontrato uno di loro, Luca Gabriele, che ci ha spiegato la caratterizzazione e la genesi di questo testo che fa parte di un più ampio progetto letterario fortemente voluto dalla casa editrice Azimut.
Come è nata l'idea di realizzare questo progetto ed in cosa consiste?
Il progetto è nato nel 2007, con "Roma per le strade" e seguito nell'ordine da "Milano, Napoli e Roma per le strade 2". L'idea di fondo che unisce queste pubblicazioni è quella di creare delle vere e
proprie guide turistiche letterarie, dei "Tuttocittà" narrativi: un modo dunque originale e innovativo di conoscere e percorrere l'Italia attraverso uno sguardo non consueto, quello degli scrittori. Una mappa emozionale, se mi concedi l'espressione. Quel che volevamo garantire ai nostri lettori era innanzitutto una pluralità di voci, la più ricca possibile: un coro di narratori che intonassero la loro scrittura sugli spazi della città. L'immagine del coro è molto efficace per chiarirti tutto il lavoro compiuto: non esistono solisti, ma un insieme armonico di voci letterarie che per prima cosa hanno compiuto lo sforzo di trovare un "accordo" comune. Era necessario un "LA" che sollecitasse la creazione letteraria. La nota incipitaria è stata fornita dalla città stessa, con le sue vie, i suoi spazi di incontro, le piazze, i caffè, i cinema, i vicoli, i numeri civici. Ognuno degli scrittori ha preso ispirazione proprio da questo, dall'ambientazione. E' importante inoltre capire che, nonostante la dicitura in copertina, questi volumi non sono delle semplici antologie di racconti. Assolutamente no. Azimut è sempre stata contraria alle antologie. Si tratta piuttosto di collettanee, di lavoro corale, appunto. Il lavoro degli scrittori è stato un lavoro di gruppo, di interazione, di collaborazione. La condivisione è uno dei punti di forza del progetto: il dialogo continuo tra gli scrittori, tra gli scrittori e l'editore o il curatore, tra scrittori e lettori. La condivisione di una suggestione.
Puoi raccontarci la tua esperienza personale, com'è stato collaborare con autori del calibro di Dacia Maraini ?
La trasversalità dei punti di vista è un'altro punto di forza del progetto. Immagina 75 scrittori -nel complesso, da Roma1 a Napoli a Milano a Roma2 - che si ritrovano uno di fronte all'altro, in un dialogo continuo, in un confronto senza pari. Alcuni di loro famosissimi, veri e propri mostri sacri (Dacia Maraini, appunto, Renzo Rosso, Dario Fo, Stefano Massaron, Vincenzo Consolo, Sandra Petrignani, Lia Levi, Cinzia Tani, Massimiliano Palmese, Massimiliano Virgilio, Massimo Maugeri...). Altri nomi che si stanno facendo strada, autori che hanno esordito con successo clamoroso negli ultimi 5 anni (Luigi Romolo Carrino, Alessio Arena, Marco Marsullo e tanti tanti altri). Fino ad arrivare a giovanissimi esordienti come me, che fino allo scorso anno mi limitavo semplicemente a leggere i loro libri e ad ammirarli da lontano. Insomma, tutti insieme in un progetto comune. Il quadro completo dell'Italia narrativa dei nostri giorni. Un modo efficace per conoscere tutte le voci più autorevoli attive al momento e per conoscere anche le nuove, o le nuovissime. Tutti disponibili a mettersi in gioco, un gioco letterario straordinario. 75 scrittori disposti a regalare la loro scrittura per un fine benefico: devolvere i proventi delle vendite dei libri ad enti ed associazioni che si occupano d'infazia. Io trovo tutto questo eccezionale, umanamente parlando. Io (assieme ad altri 4 esordienti presenti negli altri volumi) rappresento tra questi nomi una promessa per il futuro: credimi la cosa mi ha fatto tremare i polsi quando mi è stata comunicata. Non ci credevo. Non ho mai pensato di fare lo scrittore. Non avrei mai immaginato che un giorno mi venisse proposta una cosa di questo tipo: un esordio d'onore fra giganti della letteratura. Ancora adesso non mi sembra possibile. Un miracolo. Tu credi nei miracoli?
Il tuo racconto su Roma com'è nato, di cosa parla, quale aspetto dell'Urbe hai voluto mettere in risalto?
Quella del mio racconto è una storia atipica. In realtà Alida delle rose non è un testo del tutto inedito. Prima che in Roma2 era già comparso in una rivista di critica letteraria molto nota a Roma e a Milano: il Cavallo di Cavalcanti, diretta da Franco Romanò. Quella prima pubblicazione è stata la mia fortuna. Qualche settimana dopo l'uscita della rivista, durante una presentazione a cui Franco Romanò mi aveva invitato, è avvenuto l'incontro della mia vita: con Adriana Merola per prima, poi con Guido Farneti, gli editori Azimut. Due persone meravigliose che mi hanno insegnato moltissimo, a cui devo tutto, davvero tutto. Dopo quel primo incontro rimanemmo in contatto, fino a quando una sera, durante una cena in casa sua (altro invito provvidenziale), Adriana Merola non mi prese da parte dicendomi che aveva letto il mio racconto e che aveva proposto a Massimo Maugeri -il curatore- di inserirlo in Roma2. Non ci crederai ma io risposi "no, grazie". Mi ero appena laureato con una tesi sull'infanzia siciliana della Maraini e l'idea di trovarmi accanto a lei in un libro mi terrorizzava. Mi terrorizza tuttora se ci penso. Un bella responsabilità, non mi sentivo (e non mi sento tuttora) affatto all'altezza. Fortunatamente Adriana Merola ha tenuto duro, da brava donna del sud quale è. Così, eccomi in Roma per le strade2. Quindi io rappresento l'unico caso in cui il racconto era preesistente. Non so spiegarti di cosa parli Alida delle rose. Facciamo così: tu credi nella magia? Perchè Alida non è altro che questo: un racconto che si è scritto da solo, per magia appunto, dettato da una voce non mia, extraterrena. Non prendermi per pazzo. Per mesi sono stato ossessionato da un incipit che mi martellava i pensieri ovunque mi trovassi: "a maggio era là". Nient'altro, una voce interiore che continuava a ripetermi queste parole. Finchè una sera non ho deciso di cedere alla voce e prestarle il mio tempo. Quel che c'è all'interno di quel racconto non appartiene a me che l'ho scritto (fisicamente, intendo dire): appartiene ad Alida che ha da sempre avuto vita propria e una sua ostinazione, quella di farsi raccontare.
Silvia De Paola
silviadepaola@lungotevere.net
Roma per le strade
A cura di Massimo Maugeri
Racconti
Azimut editore
Pag.200
Prezzo: 12,50 euro
www.azimutlibri.com