Antonella De Giusti, presidente del Municipio XVII: "Chiameremo tutti ad un tavolo per parlare di pace".
Roma, 20 gen 2010 - Lunedì 18 gennaio, a partire dalle ore 17:30, presso l'Istituto di ricerche internazionali Archivio Disarmo di Piazza Cavour, si è svolta la cerimonia di donazione del Fondo Librario del CIPAX - Centro interconfessionale per la Pace, alla Biblioteca dell'Archivio Disarmo. L'iniziativa apre la strada ad un progetto culturale rilevante per il Municipio XVII e non solo, che intende promuovere il dialogo interculturale verso la costruzione della pace.
Roma è quanto mai attiva nella difficile missione di costruzione della pace. Il giorno dopo la visita del pontefice Benedetto XVI alla Sinagoga, il Municipio XVII promuove un evento significativo, che attiva e incoraggia gli enti territoriali che operano nell'educazione alla convivenza pacifica. In particolare si punta all'integrazione e al dialogo interreligioso, partendo dalla conoscenza reciproca e dalla cultura che la rende possibile.
L'Archivio Disarmo è un istituto di ricerca sui problemi del controllo degli armamenti, della pace e della sicurezza internazionale, con sede nel Municipio XVII, in piazza Cavour. Fondato nel 1982, l'istituto ospita docenti universitari e ricercatori specializzati italiani e stranieri. La Biblioteca dell'Archivio Disarmo, federata alle Biblioteche del Comune di Roma e aderente all'Associazione Italiana Biblioteche A.I.B, contiene oltre 8.000 volumi dai contenuti inerenti all'attività del centro: relazioni governative, interventi a congressi, risoluzioni,
ricerche e molto altro. Il presidente del Municipio XVII, Antonella De Giusti, sottolinea il valore dell'Archivio, che definisce "prezioso", nonché le capacità operative di chi lo guida: "Fabrizio Battistelli ha riunito qui personaggi di altissimo valore, Nobel di tutto il mondo, per parlare di pace. Credo che sia un grande valore non solo per il Municipio e per questa città, ma per l'Italia intera".
Il Cipax, Centro interconfessionale per la Pace, è un' associazione con sede in via Ostiense, costituitasi nella capitale nel 1982, al fine di promuovere l'impegno delle forze religiose nei diversi campi del movimento per la pace. Il proposito dell'associazione si è tradotto in una tenace attività pacifista, con la lotta alla corsa agli armamenti nucleari, la promozione di grandi assemblee ecumeniche su giustizia e pace, la partecipazione alle iniziative pacifiste e umanitarie, l'impegno per l'economia alternativa, la solidarietà con i paesi poveri, l'educazione alla pace e alla nonviolenza. Negli ultimi anni il Cipax ha concentrato il suo impegno sul dialogo interreligioso, condizione fondamentale per una prospettiva di pace. In particolare ha promosso uno scambio interculturale con l'Islam, attraverso la realizzazione di conferenze ed iniziative varie. Come L'istituto Disarmo, il Cipax non ha scopo di lucro e si sostiene principalmente mediante le donazioni pubbliche e degli associati.
Nell'organizzazione di esperienze ed eventi che promuovono ed alimentano un processo quanto mai difficile di costruzione di pace, le due realtà hanno collaborato ieri con una donazione simbolica, al fine di aprire un discorso di più ampio respiro sull'integrazione e l'intercultura. La donazione di 500 volumi del fondo librario del Cipax, materiale formativo ed informativo sul tema della pace, sancita da una convenzione firmata dal presidente De Giusti e da Fabrizio Battistelli, significa l'importanza di offrire alla collettività un patrimonio attingibile per conoscere e riflettere. "Una notevole occasione di allargamento degli orizzonti - dice il professor Pierluigi Sorti, promotore dell'evento. Si chiarisce dunque il ruolo fondamentale della conoscenza, quindi della cultura, per un percorso consapevole e reale di integrazione e pace. "Si integra ciò che si conosce. Se non c'è conoscenza non c'è integrazione" spiega la presidente De Giusti. Anche il professor Sorti indica nella cultura la via per realizzare il disegno di pace: "non può esserci pace tra le nazioni se non vi è pace tra le religioni; non può esserci pace tra le religioni se non c'è comprensione tra le religioni e non può esserci comprensione tra le religioni se reciprocamente non studiamo la nostra storia, la storia delle religioni". Il discorso è chiaramente aperto a chi, pur non essendo legato ad alcun credo religioso, riconosca l'importanza del dialogo e della comprensione reciproca, ed esprima la volontà di partecipare.
Il progetto si inserisce dunque in un'opera di valorizzazione della cultura e le parole dei presenti ne sottolineano ripetutamente il significato profondo: un bene collettivo cui si può attingere liberamente. A tale proposito l'intervento celebrativo del professor Sorti riaccende alla coscienza il valore del patrimonio culturale e la ricchezza di poterne disporre: "C'è una cosa che fa della cultura un elemento primario: tutte le cose del mondo se sono possedute da qualcuno non sono possedute dagli altri, la cultura ha questo strano e aristocratico privilegio che quando è posseduta da qualcuno non è sottratta ad altri, ma è offerta agli altri". Ma c'è di più: la donazione del fondo librario del Cipax apre una grande sfida per il Municipio XVII. La presidente Antonella De Giusti spiega che l'incontro di lunedì rappresenta il punto di partenza di un progetto ambizioso: un tavolo interculturale e interreligioso che riunirà le differenti comunità presenti sul Municipio. Il consiglio ha approvato prima delle vacanze natalizie la memoria di giunta relativa al piano: superare le barriere che l'ignoranza alza e rafforza, e che "ci fanno dire che Islam è uguale a terrorismo". Integrazione dunque, con un'iniziativa concreta che poggia sulla conoscenza reciproca come fondamento basilare del percorso verso il rispetto, il dialogo e l'intercultura. "Tutti parliamo di integrazione, ma in realtà c'è una grossa ignoranza sulle diverse realtà culturali e religiose". "Chiameremo tutti ad un tavolo per parlare di pace, ma anche di differenze culturali e di rispetto: questo è il nostro modo di intendere l'integrazione".
Una proposta forte, che a Roma mancava. Arriva dal municipio che ospita la basilica di San Pietro. Un municipio piccolo, ma "ombelico" del mondo religioso. La presenza della sede mondiale della comunità religiosa cristiana è un onore e un onere che impone considerazioni, riflessioni e azioni, cui il Municipio non intende sottrarsi: "Qui c'è San Pietro: è qui che deve aprirsi un dialogo interreligioso". "Il colonnato del Bernini - continua la De Giusti richiamandosi all'insegnamento di Papa Wojtyla - sono delle braccia aperte, ma devono aprirsi a tutti". "Diamo una svegliata a questa Italia sonnacchiosa!" Il Municipio XVII s'impegna dunque nella costruzione di un centro permanente di conversazione fra laici e religiosi sul tema della pace, promuovendo una serie di incontri che avranno luogo ogni uno o due mesi.
Martina Confalone
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Carlo Cammarella
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