Una esposizione imperdibile, prorogata ancora qualche giorno, una occasione da non perdere!
Roma, 3 feb 2009 - "..La copertina era di seta color rubino cupo e luccicava mentre la rigirava di qua e di là. Sfogliandolo fuggevolmente vide che i fogli erano stampati in due colori diversi. Illustrazioni pareva non ce ne fossero, ma in compenso vi erano meravigliosi capilettera figurati. Quando tornò ad osservare la copertina, ci scopri sopra due serpenti, uno scuro e l'altro chiaro, che si mordevano la coda, formando così un ovale. E in questo ovale c'era il titolo, in strani caratteri: La Storia Infinita..". Quanti leggendo queste parole si sono immedesimati in Bastiano, il bambino che, chiuso in una soffitta, riuscì a vivere una delle avventure più belle della letteratura per ragazzi e quanti hanno osservato il proprio libro sperando di essere davvero il protagonista di quell'incredibile, emozionante e fantastica storia scritta da Micheal Ende.
Proprio a lui è dedicata la mostra, prolungata fino al 7 febbraio, "Michael Ende in Italia" temporaneamente ospitata alla Casa di Goethe in via del Corso in occasione dell'80esimo compleanno di Ende e del 30esimo anniversario del La Storia Infinita. Forse non tutti sanno che lo scrittore visse dal 1970 al 1985 nel nostro paese, a Genzano nei Castelli Romani con la moglie Ingeborg Hoffman e solo dopo la morte di lei tornò in Germania. Ende lasciò il suo paese dopo la pubblicazione di "Le avventure di Jim Bottone" che la critica tedesca non apprezzò dedicandogli dure e offensive parole. Lo scrittore trovò la sua casa in Italia, a Roma, dove la sua fantasia poteva essere apprezzata, dove l'atmosfera che respirava gli fece produrre i suoi due capolavori: Momo e La storia Infinita. Figlio di Edgar Ende, pittore surrealista e visionario, Micheal non poté non subirne influenza e non sviluppare una fervida fantasia facendo proprio di quest'ultima la sua vita e la sua arte. Nella città eterna egli ebbe la possibilità di attingere ad una tradizione fantastica che aveva forti espressioni nell'arte: i caratteri del barocco e del manierismo, l'illusione del colonnato borrominiano della Galleria Spada, il quartiere Coppedè ed in generale le figure di essere umani, animali, maschere che decorano edifici e fontane.
La mostra rivela molte curiosità inaspettate sullo scrittore per esempio l'amore forte che egli dimostrò per la musica in varie occasioni: racconta della collaborazione con Hiller nell'opera Der Goggolori per la quale Ende aveva scritto il libretto (che si svela di derivazione italiana); spiega l'amicizia e l'ammirazione che il tedesco provò per Angelo Branduardi a cui chiese di scrivere le musiche per il film "Momo", tratto dal suo libro, dopo aver ascoltato la colonna sonora composta dal cantautore per "State Buoni se Potete", il film di L. Magni del 1983; espone la collezione di vinili che erano in possesso di Ende e che denotano una predilezione per i cantautori italiani come De Andrè, De Gregori e Gaber.
M. Ende si libera a Roma e libera le storie che sono nella sua mente e nel suo cuore. Nel periodo italiano Ende
"scioglie" la sua inarrestabile immaginazione e nel 1977 darà forma al suo capolavoro: nel febbraio di quello stesso anno il suo editore lo esortò duramente a tirate fuori le idee che aveva nel cassetto per scrivere un nuovo romanzo ed Ende prese una scatola dove aveva raccolto le sue idee, le lesse e la conclusione fu il suo più noto romanzo. La Storia Infinita non è solo un romanzo di fantasia (ad Ende non piaceva il termine letteratura di fantasy per le sue opere e preferiva letteratura fantastica) ma è anche un romanzo di formazione che crea una profonda immedesimazione del lettore: Bastiano ne combina di tutti i colori, commette molti errori travisando la frase incisa sull'Auryn "fa ciò che vuoi" prima di crescere e capire che non deve seguire le proprie pulsioni momentanee e i suoi capricci ma la sua ricerca è quella del vero desiderio, quello vero e profondo che porta all'autentica felicità. Il protagonista cresce, cade si rialza, desidera, si scoraggia, fa amicizia e il lettore vive con lui che a sua volta vive la storia di Atreiu.
La Casa di Goethe ha voluto ospitare un altro scrittore tedesco che tanto amò la nostra città come lo stesso Goethe che vi abitò dal 1786 al 1788. La mostra (ideata in collaborazione con AVA International Curatori: Roman Hocke, Uwe Neumahr) grazie ai manoscritti, ai libri e alle fotografie ci fa fare un salto nella vita di questo incredibile scrittore che in tutta la sua vita non ha mai tradito la sua infanzia, la sua immaginazione e ha portato ogni lettore a vivere mille avventure.
Ma questa è altra storia.
Sabina Colantoni
sabinacolantoni@lungotevere.net
Michael Ende in Italia
Casa di Goethe
prorogata fino al 7 febbraio 2010
Via del Corso 18
Orari: Martedì-Domenica dalle 10.00 alle 18.00. Chiuso il Lunedì.
Ingresso: Intero 4 euro, Ridotto 3 euro
www.casadigoethe.it