Roma, 7 feb 2010 - Si è svolta ieri mattina, tra via Città di Castello e Piazza Monteleone di Spoleto, la manifestazione-corteo organizzata dal Comitato Cittadino per il XX Municipio. I cittadini si sono riuniti - in numero non trascurabile considerato anche il maltempo - per protestare contro il progetto di edificazione dell'ultimo spazio della collina Fleming rimasto libero da costruzioni. I manifestanti sono tornati a chiedere al Sindaco la creazione di un parco pubblico nella parte finale di via Città di Castello, un'area un tempo sottoposta a vincolo paesistico e destinata a diventare un giardino, che oggi invece, dopo una sciagurata delibera comunale approvata dall'amministrazione Veltroni, rischia di essere cementificata: "Chiediamo al Sindaco di annullare la delibera di lottizzazione e di restituire il verde ai bambini, agli anziani e agli abitanti tutti di Collina Fleming".
Prosegue, inoltre, l'impegno di Italia Nostra e del Comitato Cittadino per il XX Municipio in un'altra questione urgente e cioè quella del Parco di Tor di Quinto. Sono già cominciati i lavori di "manutenzione" del parco, ampiamente pubblicizzati dal comune di Roma che però ha accuratamente evitato di specificare che essi sono propedeutici all'inizio dei veri e propri "lavori", che sanciranno la scomparsa di parte dell'area verde per far posto a centinaia di metri quadri di edifici, tra ristorante, centro fitness, parcheggi e quant'altro. Il Comune in pratica ha svenduto l'area - parco pubblico da circa dieci anni - ad una società privata che in cambio dei suddetti lavori di manutenzione avrà il permesso di costruire. Purtroppo tutto questo è avvenuto senza che i cittadini venissero adeguatamente informati. Tutt'ora, infatti, la maggior parte delle persone che da oltre dieci anni, quotidianamente, godono della benefica serenità dell'ultimo lembo di verde pubblico della zona, non sa bene cosa stia succedendo. Non lo sanno le signore che portano i cani a giocare nell'acqua. Non lo sa la comitiva di giovani che si riunisce a chiacchiera al sole, né l'impiegato con la 24 ore che approfitta della pausa pranzo per sedere sulla panchina e guardare il lago. Non lo sanno i podisti con l'iPod sul sentiero che attraversa il parco, né gli sportivi impegnati nelle flessioni. Non lo sa la coppia di anziani che passeggia per mano, né i genitori che spingono la figlia sulla bicicletta. E non lo sanno i bambini che giocano su quello che rimane (due dondoli fatiscenti), di uno spazio loro dedicato mai curato.
Siamo andati a passeggio nel Parco di Tor di Quinto per ascoltare le opinioni dei frequentatori e per raccogliere "a caldo" le reazioni di chi era rimasto fino a ieri all'oscuro di tutta la faccenda. Alcuni, pochi, sono più o meno a conoscenza di ciò che accadrà al parco: "Puliscono il lago, ma sembra che vogliano costruire: un ristorante di due piani e un'area attrezzata con degli spogliatoi per canottaggio per bambini. Abbiamo sentito che alcuni cittadini si riuniscono per protestare". Solo una ragazza, però, sembra davvero informata. La intervistiamo mentre affigge sugli alberi dei manifesti con su scritto: "difendiamo il verde pubblico contro il cemento, il traffico e lo smog. No alla lottizzazione delle aree
verdi di Roma". "Dicono che salveranno i pesci del lago"- commenta-" ma hanno preparato un retino da bambini e una vasca di un metro di diametro, e il bocchettone che dovrebbe filtrare l'acqua è così grande che ci passa una carpa di dieci anni!" La maggior parte delle persone, invece, alla notizia di una possibile riduzione dello spazio verde è colta tristemente di sorpresa. Molti sono diffidenti: "Non ne sappiamo nulla, ci sembra strano". Altri disillusi: "Abbiamo letto che volevano pulire il lago e abbiamo pensato: che bello! Ci sembrava strano che lo facessero a fondo perduto!" ."Le solite cose all'italiana!". Una signora, amareggiata:"Di questo passo abbatteranno il Colosseo per farci un parcheggio". C'è chi si preoccupa per il lago: "Stanno svuotando il lago per pulirlo, ma il bacino c'ha messo 15 anni a strutturare un microclima decente, ci sono uccelli migratori che ci passano. Si distruggerà tutto un equilibrio". Qualcuno accusa l'attuale sindaco: "è colpa della giunta Alemanno" , altri rispondono :"il progetto risale all'amministrazione Veltroni!" Gli anziani sono malinconici: "veniamo a passeggiare qui da molti anni. Speriamo che non lo facciano davvero", e tanti si chiedono se ci sarà ancora spazio sufficiente per far correre i loro cani. Il timore è che l'operazione passi sotto silenzio, come, a detta di qualcuno, vorrebbero le istituzioni: "Fate sapere cosa sta succedendo!"
Italia Nostra si è rivolta all'Ama per accertare che l'intervento sia autorizzato. L'Ama ha confermato la regolarità dei lavori, tuttavia l'associazione attende di visionare i documenti originali dell'autorizzazione. Una cosa è certa: qualora la società appaltatrice riuscisse a portare a termine il proprio progetto, tutte le aree verdi della città, non solo quelle del Municipio Roma XX, saranno in grave pericolo. Un'operazione come quella di Tor di Quinto potrebbe diventare un pericoloso precedente e, quindi, un incentivo ad altri scellerati progetti speculativi.
Luigi Gaetani d'Aragona
luigigaetani@lungotevere.net
Martina Confalone
martinaconfalone@lungotevere.net

