|
|
|
cinemaAmore Liquido, tra pornodipendenze e legami virtuali30/08/2010 Il Nuovo Cinema Aquila apre la stagione cinematografica con "Amore Liquido", presentato dal regista Marco Luca Cattaneo e dai protagonisti Stefano Fregni e Sara Sartini. Roma 30 ago 2010- Arriva come un pugno allo stomaco il film "Amore Liquido", lungometraggio d'esordio del giovane Marco Luca Cattaneo, vincitore del Roma Independent Film Festival 2010 e selezionato per concorrere al World Film Festival di Montreal. La pellicola, presentata venerdì 27 agosto come evento d'apertura della nuova stagione del cinema del Pigneto, alla presenza del regista e dei protagonisti, costringe a riflettere su alcuni dei mali del nostro tempo. Dalla precarietà delle relazioni, alla solitudine esistenziale, fino alla porno dipendenza, realtà amplificate dal diffondersi delle nuove tecnologie, prima tra tutte internet. "Amore liquido", titolo preso in prestito da un saggio del famoso sociologo contemporaneo Zygmunt Bauman, è la storia del quarantenne Mario, un operatore ecologico "Pur non essendo il film direttamente tratto dal libro di Bauman- ha spiegato il regista- i concetti in esso contenuti rispecchiano al meglio la situazione contemporanea di precarietà affettiva, dove i rapporti tra le persone divengono appunto liquidi, incapaci di durare nel tempo, non tanto (o non solo) perché specchio di una precarietà lavorativa, ma anche (e soprattutto) per via di una mutazione antropologica in atto ormai da anni". Ecco così che a legami affettivi vuoti, incapaci di scaldare davvero il cuore, fa da sfondo il diffondersi di nuove dipendenze, legate in primo luogo ad un uso smodato di internet. La realtà virtuale finisce per offuscare i legami reali. A ciò va aggiunto che, proprio attraverso il web, fenomeni come la pornografia sono riusciti ad uscire da quella clandestinità in cui erano relegati in passato, assumendo dimensioni spaventose, grazie ad una diffusione che è ormai difficile contenere. "L'idea di affrontare il tema della porno dipendenza mi è venuta- ha continuato Marco Luca Cattaneo- in seguito alla lettura del libro Pornopotere della giornalista americana Pamela Paul, che spiega bene come questo fenomeno sia oggi Un merito particolare va sicuramente riconosciuto al protagonista Stefano Fregni, che ci regala un personaggio ricchissimo, nonostante la sua miseria esistenziale e l'incapacità di comunicare, se non attraverso la chat. "E' stato difficile vestire i panni di Mario- ha confessato l'attore- mi sono dovuto documentare parecchio, fortunatamente Marco Luca Cattaneo mi ha aiutato molto in questo senso, fornendomi materiale interessante". "Volevo- ha aggiunto- portare in scena il mio personaggio, che peraltro non parla quasi mai, in tutta la sua onestà e senza giudizio". Ed è proprio quest'assenza di giudizio, unita al tentativo di fotografare senza banalizzazioni una realtà, che in parte caratterizza la nostra epoca, che lascia perdonare al film qualche scena un po' lenta e ripetitiva che, se tagliata non toglierebbe nulla alla storia, anzi conferirebbe al film maggiore vivacità, permettendo a concetti importanti di arrivare più facilmente. Eleonora Melani |
|